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Stasera, dopo aver confabulato a lungo con l'amico Mstatus, ho avuto campo libero sulla scelta del video! Così, di mia iniziativa, ho deciso di metterne uno tratto dal Signore degli anelli - La battaglia al Fosso di Helm.-
Una delle parti che più o amato di questo meraviglioso romanzo -" L'Esercito di Isengard ruggì, vacillante e ondeggiante, perchè ovunque si volgesse lo fronteggiava il terrore. di nuovo il corno squillò dalla torre. dalla breccia della Diga, i Cavalieri del re irruppero all'assalto. Dai colli scese alla carica Erkenbrand....E dall'alto piombò Ombromanto...Gli uomini selvaggi caddero bocconi innanzi a lui...abbandonarono spade e lance...fuggirono via...gemendo e strillando s'inoltrarono tra gli alberi, nell'ombra che li aspettava e dalla quale mai più sarebbero usciti " -
Per la morte e per la gloria...Per Roan...per il tuo popolo...
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[Krak] Il Rinascimento è forse il periodo storico maggiormente caratterizzato da passioni e violenze e Caterina Sforza non si è sottratta a questa dimensione di inqueta donna dell'epoca dotata di un forte spirito da regina-guerriera. Fu una donna molto bella e sensuale, formosa, di aspetto elegante con mani e viso bianchissimi; curava estremamente la sua bellezza e sfruttava il suo fascino come arma pericolosissima. Dotata di coraggio, intelligenza politica, abilità oratoria, attitudine al comando, Caterina mostra subito la sua trucida volontà di potere e di supremazia del sesso femminile in un'epoca di dominio dell'uomo. E' capace di bruciare per amore e di uccidere con potenti veleni, di perseguire le sue ambizioni aristocratiche e di dedicarsi alla medicina e all'alchimia. E' una donna determinata a non rinunciare a nulla di quanto le sue nobili origini, la sua vistosa bellezza, la sua forza, la sua fulminea intelligenza, il suo carattere virile insieme alla sua prorompente femminilità e le circostanze storiche del suo tempo le potevano offrire.
Queste virtù insieme maschili e femminili, hanno sempre destato negli uomini del tempo un misto di attrazione e biasimo, l'hanno comunque portata a diventare la "grande signora della Romagna". Nacque presumibilmente nel 1463 a Milano o Pavia (documentazione più precisa non esiste), figlia illegittima del prodigo e dissoluto Galeazzo Maria Sforza, fratello del Moro, ucciso nella chiesa di Santo Stefano quando la ragazza aveva soi 13 anni, e di Lucrezia Landriani che a sua volta era moglie di Gian Piero Mandriani, siniscalco di corte. Da principio Caterina fu educata a corte dalla nonna Bianca Maria Visconti. Quando il padre sposò Bona di Savoia le venne affidata anche la bambina.Alla corte sforzesca, frequentata da letterati ed artisti, Caterina e i suoi fratelli ricevettero secondo le usanze dell'epoca un'istruzione di tipo umanistico. A quel tempo le femmine delle famiglie nobili ricevevano la stessa educazione dei maschi.
[Krak] Così riportano le cronache del tempo...
Nell'anno Domini 987 in Lorena e in Renania le piogge torrenziali cadute in autunno inondarono le campagne sommergendo le strade e distruggendo i raccolti. L'anno dopo nella zona di Laon a una canicola asfissiante seguì l'apertura delle cateratte celesti, decimando persino l'esercito del re di Francia Ugo Capeto. Nel 990 vi fu una primavera secca seguita da un'estate torrida, che sfociò in un autunno malsano carico di pestilenze. Tutto ciò venne narrato sia nella Francia Settentrionale che in Renania che nell' Italia Meridionale. Nell'autunno del 992, un tempo infernale distrusse tutti i raccolti in Germania. Nello stesso periodo furono documentate due aurore boreali, il 30 ottobre e il 26 dicembre. Venne poi un freddo glaciale, che durò fino all'aprile successivo, lasciando posto ad un estate torrida e secca. L'inverno, molto precoce fu freddissimo, nevoso e interminabile sia in Francia sia in Germania.
Nel 998 in luglio altre intemperie nel nord della Germania si accompagnarono ad un terribile sisma che si fece sentire dall'Elba alla foce del Reno. Nei decenni successivi si registrarono "solo" una piena della Loira nel 1003 e un paio di anni dopo una terribile siccità nel Limosino. Poi silenzio nei testi fino al 1031 in quell'anno la Loira straripò di nuovo e i raccolti vennero divorati da insetti parassiti. I Monaci di Saint-Benoit-sur-Loire descrissero nel luglio del 1032, piogge catastrofiche e nei mesi seguenti, intemperie anche peggiori. Rodolfo il Glabro che si trovava in Borgogna, abbracciando insieme quei terribili anni, accennò a condizioni atmosferiche talmente sfavorevoli che non si trovò mai il tempo per seminare. Stando a lui tale calamità cominciò -"nelle contrade orientali, devastando la Grecia, giunse in Italia e di là, trasmessa alla Gallia, passò attraverso quel paese a tutti i popoli dell'Inghilterra"-.
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[Krak] Riprendo da Masada 74 D.C.: Libertà o morte! ... Era la sera del 16 aprile... A raccontare quella triste notte furono 2 donne e 5 bambini, che avevano trovato rifugio nelle condutture scavate nella roccia per la raccolta delle acque piovane.Il traditore Flavio Giuseppe riporta il drammatico racconto in "Guerra Giudaica"". Così parlò Eleazar Ben Yair:
-"Libro VII:323 “Da gran tempo noi avevamo deciso, o miei valorosi, di non riconoscere come nostri padroni né i romani né alcun altro all'infuori del Dio, perché egli solo è il vero e giusto signore degli uomini; ed ecco che ora è arrivato il momento di confermare con i fatti quei propositi.
Libro VII:324 In tale momento badiamo a non coprirci di vergogna, noi che prima non ci siamo piegati nemmeno a una servitù che non comportava pericoli, e che ora assieme alla schiavitù ci attireremo i più terribili castighi se cadremo vivi nelle mani dei romani. Siamo stati i primi, infatti, a ribellarci a loro e gli ultimi a deporre le armi.
Libro VII:325 Credo poi che sia una grazia concessaci dal Dio questa di poter morire con onore e in libertà, mentre ciò non fu possibile ad altri, che furono vinti inaspettatamente.
Libro VII:326 Per noi invece è certo che domani cadremo in mano al nemico, e possiamo liberamente scegliere di fare una morte onorata insieme con le persone che più ci sono care. Né possono impedirlo i nemici, che pur vorrebbero a qualunque costo prenderci vivi, né possiamo noi ormai superarli in battaglia.
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[Krak] Qualche mese orsono uno dei miei più cari amici, con il quale condivido l'amore per la storia mi ha fatto conoscere le struggenti vicende della meravigliosa Fortezza Erodiana...la disperata resistenza di uomini, donne e bambini travolti da un destino implacabile...
Così ho vissuto le ultime ore di Masada...
Dopo la conquista di Gerusalemme (70 d.C.) da parte dei Romani, erano rimasti solo tre focolai di resistenza: la fortezza di Macheronte, l’Herodium, cioè la fortezza di Erode a Gerusalemme e, infine, Masada, prospiciente la sponda occidentale del Mar Morto, nel deserto di Giuda.Dal punto di vista strettamente geografico, essa si innalza maestosa su uno sperone roccioso a circa 300 metri sul livello del mare e domina incontrastata la vallata sottostante arida e selvaggia. Riscoperta solo negli anni '60 dal prof Y. Yadin,Masada è divenuta un simbolo tanto che tutt'oggi, le reclute dell'esercito vengono condotte sul luogo per pronunciare il giuramento di fedeltà al grido di "Mai più Masada cadrà"-
[Krak] Gli scontri che insanguinarono la Terrasanta nel corso delle Crociate non furono solo combattimenti campali, agguati montani o inarrestabili cariche di cavalleria, ma molti dei successi e delle disfatte dei contendenti vennero giocati sul possesso di alcune fortezze. Esse rapppresentavano vere e proprie spine nel fianco degli avversari che vedevano minacciati continuamente i propri movimenti dai contingenti sortiti dalle piazzeforti nemiche. Si realizzava il pieno controllo del territorio solo dopo aver espugnato i castelli che erano situati a presidio delle arterie di comunicazione. Ciò non sempre era impresa agevole, specie se tali strutture avevano il nome di Krak o Baghras. Da entrambe le parti furono messi in campo i migliori ingegnieri militari, da un lato furono creati contrafforti sempre più massicci e imponenti in grado di resistere ai colpi scagliati da mangani e trabucchi dall'altro furono realizzate macchine di assedio sempre più potenti e precise. Sin dal loro arrivo, i Franchi ebbero modo di costatare come tutte le maggiori città arabe fossero fortificate e difese da possenti mura. A ciò si aggiungevano numerosi castelli che formavano a nord della Siria una sorta di fascia di confine con il territorio Bizantino e sulla costa una serie di approdi per rifornire le città e le fortificazioni dell'entroterra.
[Krak] Hassan ibn-Sabbah, profondamente religioso fin dall'infanzia, divenne il signore della setta sciita degi ismaeliti nel 1072. La sua opppsizione ai selgiuchidi e a chiunque professasse la dottrina sunnita era così accanita che diede vita ad un gruppo rivoluzionario segreto ispirato all'estremismo. Le valli dei Monti Ebutz gli sembrarono la scelta ideale, ed egli vi stabilì il suo potenziale quartier generale nel castello della Valle di Alamut, di proprietà dei selgiuchidi al governo. Hassan lo requisì con un sotterfugio, dopo che i suoi da'i, o missionari, avevano iniziato la conversione della guarnigione che presidiava la fortezza e i villaggi vicini. S'intrufolò sotto false sembianze, scacciò il governatore e impose nella valle di Alamut e in quelle vicine la sua legge!
Per prima cosa capì che doveva consolidare il suo quartier generale, accrescere le fila dei suoi seguaci ed espugnare altri castelli. Solo così potè creare la sua banda segreta e sanguinaria di discepoli soldati, i fedayn, noti ai crociati con il nome di assassini. Le leggende abbondano sui metodi utilizzati da Hassan per trasformare le schiere dei suoi seguaci in un corpo di soldati disciplinati, addestrati, ciecamente obbedienti e pronti al sacrificio, che avrebbe ucciso ad un suo cenno senza fare domande. Il Paradiso sarebbe stata la ricompensa per essersi immolati per la causa degli ismaeliti nizariti.
[Krak] -"Prima che la battaglia sarà finita tutti sapranno che pochi hanno tenuto testa a molti..."-
Dopo la sconfitta a Maratona i persiani non persero le loro mire espansionistiche, così le speranze di pace dei greci furono presto infrante dalle dimostrazioni di ostilità di Serse, re dei re di Persia. Egli si era preparato per anni per ripredere le ostilità contro la riottosa Grecia, iniziate da suo padre Dario I. Le sue spie, da mesi, avevano seminato con successo la discordia tra i nemici . Gli ateniesi avevano scaraventato i suoi emissari in una fossa e gli spartani in un pozzo tanto detestavano l'idea di sottomettersi al Gran Re. I preparativi persiani erano terminati nella primavera del 480. L'imponente armata si mosse da Sardi. Questa volta si trattava di sottomettere l'intera Ellade ed all'impresa era proporzionata la vastità dei preparativi. Si andava dicendo che il re avanzava con tre milioni di soldati: lo stesso storiografo, Erodoto, calcola la forza dell'esercito e della flotta addirittura a cinque milioni di uomini, anche se vi comprende anche i non combattenti. Un contingente mai visto prima sarebbe avanzato inarrestabile, seppure a fatica vista la sua mole, lungo le frastagliate coste, seguito a distanza da una flotta dalla quale dipendeva il suo sostentamento.
[Krak] Ieri sera, Venerdì Santo, con l'amico Mstatus (cavaliere non del tutto perfetto), stavamo guardando assieme, pur essendo lontani, il film "Le Crociate", passato su Italia 1, e commentando sul messenger l'imponente lavoro cinematografico. Film gradevole per quanto riguarda le ricostruzioni dell'assedio di Gerusalemme e della Battaglia di Hattin, ma molto carente dal punto di vista storico.
Tante sono le imprecisioni e gli errori anche banali.
Per iniziare il protagonista Baliano di Ibelin non è mai stato un umile fabbro francese, ma era un nobile e fin dalla nascita. Tra l'altro nel 1187 era già da tempo a Gerusalemme, faceva già parte della cosidetta "vecchia guardia". Ha partecipato alla battaglia di Hattin guidando la retroguardia, dopo la disfatta dei cristiani si rifugiò a Tiro. Chiese in seguito a Saladino il permesso di entrare a Gerusalemme per prendere la moglie e i figli. Gli fu accordata, ma con il giuramento di non alzare le armi contro di lui. Arrivato in città la popolazione disperata gli chiese di restare...
E' facile quindi dedurre che la storia d'amore tra lui e Sibilla, fulcro di tutto il film, è totalmente fantastica. Essa era sicuramente la moglie di Guido di Lusignano nonchè sorella di Baldovino IV, il re lebbroso, ma certamente non era l'amante di Baliano di Ibelin già sposato con Maria Comnena.
domenica, 16 marzo 2008
ore
19:16
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[Antares] Montségur è un piccolo paese dell'Ariège famoso in tutto il mondo per il suo castello, sito a 1207 metri sul livello del mare. Il suo nome deriva dal latino Mons Securus, ossia Monte Sicuro, e deve la sua ragione al fatto di descrivere un sito difficilmente accessibile: si trova proprio sulla cima di un'altura rocciosa (pog in lingua occitana). Fu il teatro dell'estrema resistenza dei Catari in quell'impervia regione dei Pirenei, il simbolo stesso della fulgida e irriducibile lotta di una Fede pura condannata dai poteri maligni delle nazioni.
I castelli pirenaici furono progettati come luoghi di guardia, ed erano formati da singole torri edificate su dirupi inespugnabili. Erano adatti all'invio di segnali luminosi, che potevano essere scorti anche a grande distanza. Il questo modo nacque Montségur, senza alcun particolare di rilievo rispetta a molte altre fortezze della regione. In un secondo tempo, intorno alla torre sorsero le mura, atte ad offrire rifugio a guerrieri e alla popolazione civile. Fu così che questa torre originaria fu chiamata mastio (maschio), mentre venivano aggiunte sempre nuove strutture abitative e di stoccaggio di generi alimentari.
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[Krak] Nell'Anno Domini 1486 divenne Papa Rodrigo Borgia, con il nome di Alessandro VI. Al nuovo pontefice piaceva fare le cose in grande e strabiliare il popolo. Amava il lusso e le belle donne, egli doveva il suo successo soprattutto alle sue qualità intellettuali, ch'erano grandi, e ai suoi difetti morali, ch'erano ugualmente enormi. Divenne cardinale a soli 25 anni, già quando giunse a Roma aveva lasciato in Spagna un paio di figlioli, di cui non si conoscono le madri. Giunto nella capitale, insistette nella sua spensierata poligamia anche dopo essere entrato in Curia, tant'è che durante, un viaggio ad Ancona, al seguito di Pio II, contrasse una malattia venerea. Era bello, elegante, gran signore, di sangue caldo e di maniere soavi. Ma, come tutti i seduttori, anche lui alla fine trovò la sua seduttrice Vannozza Cattanei. Ella, pur sessendo già sposata,divenne ben presto la sua amante ufficiale, rimanendo al suo fianco per oltre quindici anni e dando alla luce quattro figli: Giovanni, Cesare, Lucrezia e Giuffredo.Fin dall'inizio i romani lo presero a ben volere, perdonandogli la smodata cupidigia, lo stuolo di amanti di cui si circondava e lo sviscerato amore per i figli, soprattutto per Lucrezia, la cui figura fece immortalare dal pennello del Pinturicchio: un volto pallido e angelico, gli occhi a mandorla azzurri, il naso sottile, la bocca piccola, il collo lungo e levigato, le mani diafane e affusolate, i capelli biondi e lunghissimi. Ella fu una delle donne più affascinanti e più discusse del rinascimento.
martedì, 04 marzo 2008
ore
19:36
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[Krak] Al grido "Deus Vult" ebbe inizio nel 1095 la grande e triste avventura delle crociate.
Tra i predicatori che diffusero nelle masse l'idea stessa di crociata, senza dubbio quello più conosciuto è Pietro l'Eremita al secolo Pietro d'Amiens. Fu descritto dagli storici dell'epoca come un uomo di statura minuta, magro, scuro di carnagione, vestito con un saio che viaggiava a dorso di un asino di villaggio in villaggio, nel tentativo di convincere la popolazione a "prendere la croce". La sua eloquenza focosa e diretta sollevava le folle e infervorava gli animi -" In cielo non ci sono né poveri, né ricchi, né servi né padroni, ma unicamente gli eletti..."-. Molti a dispetto della loro povertà e inesperienza, vollero partire immediatamente per la Città Santa rivendicando l'onore di morire per Cristo. Sentendosi spinti da uno slancio superiore le loro anime si "illuminarono", niente e nessuno potè trattenerli dall'intraprendere questa tragica avventura senza ritorno. Man mano che la sua predicazione s'intensificò aumentò anche la leggenda che lo accompagnava, già si narrava del suo precente viaggio in Terra Santa, dove, in sogno Cristo gli aveva ordinato di rendere visita al Papa in vista della liberazione di Gerusalemme. Così crebbe la figura dell'umile eremita, offuscando perfino l'illustre Urbano II.Seguendo l'impulso delle parole del frate, le masse popolari, uomini donne e bambini all'unisono, si misero in cammino verso Costantinopoli. Il 12 aprile 1096,sabato di Pasqua, 15000 pellegrini arrivarono con lui a Colonia. Alcuni si unirono all'avanguardia guidata da Gualtieri Senza Averi (Sans-Avoir).
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