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Home » articoli di cuoremagicoTag correlati: recensioni, scuola, libri, politica, educazione, riflessioni, emozioni, cultura, attualitĂ , film, libertĂ , racconti, religione, fantasia, chiesa
domenica, 08 novembre 2009
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05:48
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[CuoreMagico] La vita è un miracolo è un film del regista e musicista bosniaco Emir Kusturica. La pellicola, del 2004, è stata premiata nel 2005 come miglior film dell’Unione Europea.
La vicenda è ambientata in Bosnia al tempo della guerra nel 1992-1995. Luka è un ingegnere che da Belgrado (Serbia) si è trasferito in Bosnia per curare la realizzazione di una ferrovia che dovrebbe collegare le due repubbliche. Sua moglie Jadranka è una cantante lirica con seri problemi di equilibrio mentale; il figlio Miloš è un giovane calciatore di belle speranze. Quando esplode il conflitto, Jadranka fugge con un musicista ungherese e Miloš è costretto a partire soldato; Luka, rimasto solo, viene coinvolto suo malgrado nelle operazioni di guerra come logistico. Quando arriva la notizia che Miloš è stato fatto prigioniero dai musulmani, Luka è distrutto. Viene però organizzato, con la mediazione dei caschi blu dell’ONU, uno scambio di prigionieri tra le due parti. In questo modo il protagonista può riabbracciare suo figlio (e intanto anche Jadranka è tornata a casa); deve però rinunciare alla bella Sabaha, l’infermiera musulmana che gli è stata affidata per qualche tempo in attesa dello scambio e con la quale ha vissuto una breve, non facile, ma appassionata storia d’amore. O forse la rinuncia non è necessaria: la vita, in fondo, è un miracolo.
[CuoreMagico] Diario di scuola è un saggio autobiografico dello scrittore francese Daniel Pennac, uscito in Francia nel 2007 e tradotto e pubblicato in Italia l’anno dopo. Il libro ha conquistato il Premio Renaudot nel 2007 tra grandi polemiche, poiché non era tra i testi selezionati per concorrere.
Pennac, che ha svolto il mestiere di insegnante per quasi trent’anni, ci lascia riflessioni e testimonianze molto interessanti. Tanto più interessanti poiché il punto di vista è quello di un professore che, a suo tempo, è stato un cosiddetto “somaro”.
Egli sa dunque meglio di chiunque altro, per la sua esperienza di studente e anche per i contatti che ha avuto con studenti difficili nella sua carriera di docente, che la scuola non è frequentata soltanto dai ragazzi più dotati e motivati: quelli sono anzi alunni “facili”, che apprendono rapidamente, contribuendo in maniera vivace e costruttiva al dialogo educativo. Accanto a questi, però, c’è la folla dei cattivi studenti, di quelli che non ce la fanno, di quelli che non provano alcun interesse per qualunque materia scolastica.
Spesso dietro il “somaro” c’è un bambino, o un ragazzo, a disagio: più lento degli altri, ad esempio, o distratto da una dolorosa vicenda personale o familiare. Lo scrittore ci invita a non dimenticare quelli come lui, anzi a recuperarli allo studio e alla società.
venerdì, 30 ottobre 2009
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09:34
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[CuoreMagico] Il viaggiatore è una raccolta di racconti dello scrittore svedese Stig Dagerman (a quanto pare pseudonimo di Halvard Jansson, ma questa informazione l’ho trovata in un’unica fonte), morto suicida a soli 31 anni nel 1954, quando era al culmine della fama e del successo.
Il volumetto contiene nove racconti composti e pubblicati tra il 1947 e il 1953 e altri brevi scritti, in gran parte editi postumi.
I racconti ruotano prevalentemente intorno a protagonisti giovani o giovanissimi, accomunati da un destino di sconfitta e di emarginazione. A volte sono ragazzini di umili origini, alla cui sorte l’autore partecipa in maniera intensa e sofferta (come in L’auto di Stoccolma). In altri casi si tratta di ragazzini di ceto piccolo-borghese, dotati di una sensibilità spiccatissima, talvolta visionaria e vagamente morbosa, che li allontana dai coetanei e dalla società (come in La scacchiera da viaggio).
Il giovane scrittore, cresciuto senza la madre che lo aveva abbandonato, figlio di un minatore, ottenne un successo strepitoso negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale. Dava voce al disagio di una generazione e di una classe sociale in un modo che parve assai vivido e stilisticamente nuovo. Il successo però lo rovinò: come egli stesso ammette in una delle sue più belle pagine pubblicate postume, la fama lo inebriò al punto da renderlo schiavo del pubblico e delle sue aspettative a scapito anche della originalità e della sincerità dell’ispirazione. Incline al male di vivere al pari dei suoi personaggi, in preda alla depressione, si tolse la vita.
[CuoreMagico] Todo modo è un romanzo dello scrittore siciliano Leonardo Sciascia, pubblicato per la prima volta nel 1974.
Un pittore famoso, ateo e anticlericale ma anche disincantato e sfiduciato, segue un cartello stradale che lo ha incuriosito e raggiunge l’albergo-eremo di Zafer. Avendo saputo che stanno per sopraggiungere personaggi molto in vista per dedicare una settimana agli esercizi spirituali, decide di trattenersi a sua volta.
Ammesso alla tavola del direttore don Gaetano, in compagnia di uomini eminenti, il pittore ha modo di verificare l’intreccio perverso tra politica, alte gerarchie ecclesiastiche, potentati economici. Intanto avvengono tre omicidi e i rappresentanti della legge brancolano nel buio.
Il romanzo non è molto esteso, ma, come Il giorno della civetta, è un piccolo gioiello nella sua essenzialità: la storia avvince fino alla conclusione e i personaggi sono delineati in maniera molto efficace. Tra tutti spicca quello di don Gaetano, col suo fascino oscuro: uomo coltissimo e pragmatico, gesuita fondamentalista, egli persegue i propri obiettivi dimostrando determinazione, sangue freddo e una sottile ironia che solo le persone più intelligenti possono cogliere. Anche il pittore, che più degli altri riesce a tenere testa all’eloquenza stringente del gesuita, resta in qualche misura affascinato da lui (e viene ricambiato con una certa stima sincera). La corte di ministri, banchieri e prelati che si affollano intorno a don Gaetano appare, nel confronto, inconsistente, meschina e viziosa. Inetti ed incapaci si presentano infine i tutori della legge, tanto da apparire a tratti una (dolorosa) caricatura.
martedì, 15 settembre 2009
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13:32
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[CuoreMagico] Saggio sulla lucidità è un romanzo del 2004 di José Saramago, scrittore portoghese vincitore del premio Nobel per la Letteratura nel 1998. Può essere considerato il prosieguo di Cecità del 1995, poiché viene fatto esplicito riferimento agli eventi narrati nell’opera precedente ed alcuni personaggi vengono riportati in scena.
In un Paese che resta indefinito ma che allude al Portogallo dell’autore, gli abitanti della capitale si recano a votare in percentuale altissima: l’avvenimento è insolito, ed è anche strano che l’afflusso massiccio ai seggi avvenga solo dopo le quattro del pomeriggio. Aperte le urne si scopre qualcosa di ancor più sorprendente e sconvolgente: il p.d.d. (“partito di destra”) al governo ha conservato la maggioranza dei consensi, ma più del settanta per cento delle schede è stato lasciato in bianco.
La classe dirigente del Paese teme che l’opposizione espressa dalle schede bianche possa estendersi oltre i confini della capitale e preluda ad una rivoluzione. Le elezioni vengono ripetute e spie del governo inviate tra la gente a carpire informazioni utili.
Gli infiltrati non riescono ad appurare nulla. Intanto la percentuale delle schede bianche sale all’ottantatré per cento.
[CuoreMagico] C’è nessuno? È un breve romanzo per ragazzi (o meglio un racconto) dello scrittore norvegese Jostein Gaarder, pubblicato nel 1996 e poi tradotto in diverse lingue. L’autore, già professore di Filosofia, è diventato celebre a livello internazionale dopo la pubblicazione della sua storia della filosofia romanzata, Il mondo di Sofia, nel 1991.
Joakim, ormai adulto, racconta alla nipotina Camilla un’eccezionale avventura della sua infanzia, quando aveva la sua stessa età e come lei stava per avere un fratellino o una sorellina.
Mentre i genitori sono in ospedale, il piccolo Joakim, che ha 8 anni, resta solo in casa per qualche ora, mentre aspetta l’arrivo della zia Helene. Un rumore gli fa scoprire, appeso a testa in giù ad un melo del giardino, un bambino alieno di nome Mika. I due trascorrono insieme un intero giorno, senza che però la presenza dell’extraterrestre venga rivelata alla zia. I due bambini girovagano nei dintorni e soprattutto parlano tra loro, scambiandosi esperienze e conoscenze. Scoprono così di essere al tempo stesso simili e diversi e di poter apprendere molto l’uno dall’altro. Il congedo di Mika coincide con la nascita del fratellino di Joakim, che sarà chiamato Mikael.
[CuoreMagico] N.B. Questo pezzo è la rielaborazione, l'ampliamento e l'aggiornamento di un mio articolo di due anni fa, ormai credo non più rintracciabile sul web.
Nella scuola superiore italiana ha luogo, da diversi anni, una “raccolta-punti” che non ha nulla da invidiare a quelle delle migliori marche di biscotti e merendine. Gli studenti ricevono infatti, alla fine di ciascun anno del triennio conclusivo, dei punti di credito formativo che scaturiscono da vari fattori quali la media dei voti conseguiti, l’assiduità di frequenza e l’eventuale partecipazione ad attività interne ed esterne riconosciute a tale fine. Questi punti contribuiscono alla definizione del voto dell’esame di stato, quello che una volta si chiamava esame di maturità.
È quasi superfluo dire che a partire dal terzo anno scatta una corsa all’acquisizione del credito che assume talora caratteri grotteschi, quando non vergognosi. Ma non è di questo che voglio parlare.
[CuoreMagico] Biografia del figlio cambiato è la biografia del celebre poeta, prosatore e drammaturgo Luigi Pirandello pubblicata nel 2000 dal suo conterraneo Andrea Camilleri. Il libro è la trascrizione e l’ampliamento, come spiega lo stesso autore, di un intervento da lui pronunciato al convegno Le parole del teatro tenutosi a San Miniato nel 1996.
La ricostruzione della vita di Pirandello non segue costantemente l’ordine cronologico degli eventi, pur rispettando una scansione temporale essenziale in tre periodi. Procede piuttosto, proprio come un’esposizione orale, per nuclei tematici e associazioni di idee.
Benché la narrazione, come precisa ancora una volta Camilleri, non abbia alcuna pretesa di completezza, tanto che si rimanda alla vastissima bibliografia sull’argomento, essa si propone comunque di offrire al lettore non specialista una precisa chiave di lettura della vita dello scrittore.
La definizione di Pirandello come “figlio cambiato” rimanda ad un racconto popolare, a quanto pare diffuso in numerose parti del mondo, che Pirandello ebbe modo di ascoltare dalla domestica Maria Stella e che gli ispirò anche una novella intitolata appunto Il figlio cambiato e parte del capolavoro incompiuto I giganti della montagna. Il racconto tradizionale presenta delle varianti nelle diverse culture; nell’area del Mediterraneo parla di una donna disperatamente convinta che il suo bambino brutto e storpio non sia realmente suo figlio, ma sia stato scambiato.
[CuoreMagico] Quando mesi fa recensivo il film Ogni cosa è illuminata, non avevo ancora letto il libro, originale, fantasioso e intenso, da cui la pellicola è stata tratta.
Il romanzo, in qualche misura autobiografico, ha lo stesso titolo ed è l’opera di esordio dello scrittore statunitense Jonathan Safran Foer. È stato pubblicato nel 2002.
Nella narrazione si alternano le voci del giovane ucraino Alex e del suo coetaneo ebreo americano Jonathan. Il primo racconta, in un inglese stentato ma comicissimo, il viaggio compiuto insieme a Jonathan alla ricerca del dimenticato villaggio ucraino di Trachimbrod, di cui era originario il nonno del ragazzo americano e la cui popolazione fu sterminata dai nazisti. Il secondo invece racconta, intrecciando passato prossimo e remoto, la storia intricata della propria famiglia e dello shtetl di Trachimbrod. Nella finzione letteraria ciascuno dei due giovani narratori sottopone all’altro i capitoli che va componendo del proprio racconto; ad Alex in particolare è affidato anche il compito di collegare tra loro i due filoni narrativi e gli eventi del passato con quelli del presente attraverso le lettere che scrive a Jonathan.
Proprio queste lettere rivelano che i racconti dei due ragazzi contengono anche numerose menzogne. Questo, tuttavia, nulla toglie alla verità profonda delle storie dei diversi personaggi.
sabato, 01 agosto 2009
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18:05
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[CuoreMagico] “La voce dell’acqua” è un romanzo del 2006 della scrittrice messicana Laura Esquivel. Il titolo originale, “Malinche”, è uno dei nomi della protagonista.
L’autrice, dopo aver consultato una vasta bibliografia (citata in appendice al libro), si è cimentata in una sorta di romanzo storico intorno alla figura controversa di Malinche, la traduttrice di cui si servì il condottiero spagnolo Hernán Cortés (1485-1547) per comunicare con gli indigeni del Messico durante la Conquista.
Si sa per certo, innanzitutto dalle testimonianze dei contemporanei, che Malinche ricoprì effettivamente un ruolo fondamentale nelle vicende della Conquista e anche che fu l’amante di Cortés, dal quale ebbe un figlio, Martín. A tutt’oggi però c’è chi la definisce una traditrice del suo popolo, traduttrice spregiudicata a vantaggio dei conquistadores; e chi invece la considera la madre del nuovo popolo messicano, nato dalla fusione della componente etnica indigena e di quelle dei conquistatori.
giovedì, 23 luglio 2009
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14:40
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[CuoreMagico] “La classe” è un breve romanzo del professore, giornalista e scrittore François Bégaudeau, pubblicato in Francia nel 2006 e diventato ben presto un best-seller da cui è stato anche tratto un film che ha vinto la Palma d’Oro a Cannes nel 2008.
Il romanzo è narrato in prima persona da un professore di Francese di una scuola media in cui molti dei frequentanti sono ragazzini immigrati di prima o di seconda generazione. La vita all’interno dell’istituto non è facile: da una parte piccoli bulli, studenti che capiscono a fatica il francese e ragazzi più in generale disinteressati alla cultura; dall’altra professori superficiali, annoiati, a volte perfino aggressivi che svolgono stancamente un mestiere nel quale non credono. Il romanzo si chiude su uno dei tanti episodi di vita scolastica, alla conclusione dell’anno, senza che nulla sia significativamente cambiato.
Il romanzo ha avuto un grande successo e sulla prima di copertina dell’edizione Einaudi si legge “Il romanzo che ha fatto disperare i professori e divertito fino alle lacrime gli studenti”; mentre sulla quarta di copertina viene definito “Autentico, acuto e divertentissimo”.
[CuoreMagico] “L’uomo duplicato” è un romanzo del 2002 di José Saramago, scrittore portoghese vincitore del premio Nobel per la Letteratura nel 1998.
Un professore di Storia di scuola media, dal nome imbarazzante di Tertuliano, vive una vita piuttosto scialba e solitaria, attraversata da una vaga inquietudine. Un giorno, guardando su videocassetta un film senza pretese di qualche anno prima, egli scopre che uno degli attori secondari gli assomiglia straordinariamente. L’evento scuote la vita del trentanovenne professore, che non si dà pace finché non riesce a rintracciare il suo sosia, l’attore emergente António Claro. Al primo incontro la somiglianza si rivela effettivamente perfetta, perfino nella data di nascita, nelle cicatrici e nelle dimensioni del pene; in breve tempo essa diventa un’ossessione che divide irreparabilmente i due uomini. Nel frattempo altre persone vicine ai protagonisti sono state coinvolte, più o meno consapevolmente, nella storia. L’epilogo è tragico e grottesco nello stesso tempo.
Il romanzo è sicuramente molto ben costruito dal punto di vista narrativo, tanto da incuriosire fino all’ultima pagina. Come nel suo splendido “Cecità” (1995), Saramago dimostra la capacità straordinaria di sviluppare intrecci verosimili partendo da un esordio inspiegabile. Conserva inoltre quel suo peculiarissimo stile in cui le battute dei personaggi non sono delimitate da virgolette e si giustappongono separate semplicemente da virgole, a rendere così efficacemente l’avvicendarsi spesso concitato degli interventi. L’ironia amara dell’autore accompagna costantemente la narrazione.
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