giovedì, 02 luglio 2009
ore 16:17
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il male peggiore alberga nel cuore dell’uomo?

obraz_glow[Risplende] Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9, 1-8): "In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati». Allora alcuni scribi cominciarono a pensare: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché mai pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa dunque è più facile, dire: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati e cammina?  Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati, disse allora il paralitico, prendi il tuo letto e và a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. A quella vista, la folla fu presa da timore e rese gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini."

Ma che sacrificio!

Gesù rimette i peccati al paralitico e lo guarisce. La liberazione, seppure con qualche forzatura, può essere il leit-motiv delle letture odierne. Abramo, e con lui tutto il popolo d’Israele, è liberato dall’oppressione di sacrificare il primogenito alla divinità, usanza comune nei popoli antichi. Ad una concezione di un Dio terribile e vendicatore si viene lentamente a sostituire quella di un Dio che fa alleanza con il suo popolo, gli dona una legge morale (il cui primo imperativo è il rispetto della vita), vi cammina insieme e lo fa progredire con la sua benedizione. Ma, non ci sono solo dei condizionamenti storici cui l’uomo è sottomesso: quando Gesù rimette i peccati al paralitico non vuole forse indicare che il male peggiore alberga nel cuore dell’uomo? Il problema vero siamo noi a noi stessi! Anzi è quanto di male abbiamo in noi e lo proiettiamo fuori di noi! Quindi cerchiamo di migliorare il nostro intimo per «guarire» l’esterno. L’unico «sacrificio» vero che va fatto è di contrastare quanto di negativo sappiamo esserci in noi per divenire costruttori di una umanità rinnovata in Cristo. (Fonte: Messale)

Buone ferie a tutti!

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Saluti 
Risplende
 

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mercoledì, 01 luglio 2009
ore 09:37
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Un momento tragico nella mia memoria...

preghiere_01[Risplende] Più o meno una decina di anni fa, quando mio suocero si ammalò di leucemia, toccandomi  nel profondo per tanti motivi, in lui vedevo anche mio marito, che amo. Premetto che mio suocero non era un credente.

Sono in studio una mattina di quell'anno, ma c'è qualcosa che impedisce il consueto svolgimento del lavoro. Guardo un pò di pratiche, faccio qualche telefonata ma non riesco... non riesco. Forse sono le 10 del mattino, mi fermo ad ascoltare, sento il silenzio ma non è silenzio, capisco che devo andare in ospedale, seguo quel sentire e vado.

Mio suocero è lì, sul letto.

Sono momenti tragici nella mia memoria in cui si perde il tempo, non so se ebbe l'emorragia anche prima che arrivassi, perchè i ricordi sono confusi. La sua malattia l'ho vissuta con umanità senza pudori, perchè ci sono momenti in cui tutta la fragilità umana viene posta sotto i nostri occhi. Semplicemente com'è. Ad un certo punto, lui iniziò a perdere sangue... io che ho sempre avuto paura del sangue ed in quel momento, forse avrei dato il mio pur di far cessare quelle "perdite".

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domenica, 28 giugno 2009
ore 08:08
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Io, così piccola, fragile...

rosa_bianca[Risplende] Oggi, domenica 28 giugno, mi sono venute in mente queste poche e povere righe. Le dedico a tutti voi che, forse, mi leggerete.

Padre mio,

così piccola

sotto questo cielo immenso,

il tuo amore mette le ali

al mio cuore

ora,

ovunque si posa

come un petalo

bianco,

lieve...

Non più mani che mi raccolgono

ma solo te,

tra terra e cielo

ovunque, chiunque.

Benedico Padre,

ogni grazia

ogni dono

con cui riempi la vita mia.

Benedico te, Padre e tutte le tue creature

Benedici me, Padre,

solo di te

voglio colma

l'anima mia!

Buona domenica a tutti.

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giovedì, 25 giugno 2009
ore 15:38
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Oltre al canto dei passeri, senti qualcos'altro?

[Risplende] Riflessioni prima di un'estate "silenziosa", ma intenta ad ascoltare altro: "La diffidenza non è umiltà, ma è fine superbia: un'anima umile è piena di con­fidenza. Con l'umiltà ti rialzi, con la confidenza corri a me e con la carità ti unisci a me. Dilata il tuo cuore con l'amore, non re­stringerlo con la paura; io sono un Dio gran­de, voglio stare in un cuore grande. La con­fidenza deve andare d'accordo con l'amore". (S. Consolata Betrone).

La radice delle Virtù: Umiltà



Beati i miti ...

Scrive il Card. Martini: "Mitezza è la capacità di cogliere che, nelle relazioni personali che costituiscono il livello propriamente umano dell'esistenza, non ha luogo la costrizione e la prepotenza, ma la passione persuasiva, la forza e il calore dell'amore".

Jacques Dupont, illustre esegeta, scrive: "La mitezza di cui parla questa beatitudine, non è altro che quell'aspetto dell'umiltà che si manifesta nell'affabilità messa in atto nei rapporti con il prossimo. Tale mitezza trova la sua illustrazione e il suo modello perfetto nella persona di Gesù, mite e umile di cuore".

Felice estate a tutti i cuori...

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martedì, 23 giugno 2009
ore 12:53
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L'Amore vero è fatto di semplicità, di consapevolezza di essere un dono l'uno per l'altra.

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battesimomini[Risplende] Il sale della terra, la luce del mondo: "Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini". Matteo 5:13 

Agli occhi suoi,
siam tutti fiori
no, figli suoi!

Ci ha dato se stesso, per lavarci dalla colpa, a noi il compito della fiducia nel Padre. A noi, il solo compito di sentirci tutti uguali, perchè questo siamo! Nessuna bocca di fratello emetta giudizi e condanne, per dichiararsi migliore dell'altro. Nessuna bocca sperperi veleni, per dividere l'uomo dall'uomo. Nessuna mente tessa ragnatele, per far cadere altri fratelli nell'odio della pace. Pace che Lui ci ha lasciato. Nessun uomo divida il Padre dal figlio, solo perchè dice "io credo in te Signore" poichè nessun uomo è migliore di altro uomo.

risplende_03Padre Rene Laurentin:

Amare tutti gli uomini senza discriminazione, come li ama Dio, per primo, gratuitamente, prima di qualsiasi merito, con una predilezione paradossale per i peccatori (Mt 18,12–13). È il vertice del messaggio stesso di Cristo.  Contrariamente a quanto affermano alcuni teorici della fede senza religione e secondo la dichiarazione del Concilio Nostra aetate, la religione, in quanto legame con Dio, è un bene. Tale legame, quando esiste, viene da Dio e va verso Dio. Le divisioni non provengono da Dio ma dagli uomini peccatori, che si sono allontanati dalla rivelazione. Dobbiamo quindi amare le pecorelle smarrite, senza astio né complessi di superiorità, perché siamo tutti peccatori e può succedere che i pubblicani e le prostitute ci precedano nel regno di Dio, se un giorno accoglieranno la grazia. Voi che siete i testimoni di questa grazia, date loro anzitutto la testimonianza dell'amore, che li attirerà verso la verità tutta quanta.

Gesù,  fu esposto nella piazza da Pilato insieme a Barabba,  la maggior parte dei presenti gridò forte il nome di "Barabba", per ottenere la  sua liberazione e l'ingiustizia di crocifiggere Gesù!  Tra la folla, c'è stato chi gridò il nome di Gesù...

Oggi come allora, davanti al male e alle ingiustizie, gridiamo forte il nome di Gesù,  questa è la scelta del bene.

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domenica, 21 giugno 2009
ore 12:38
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Vicende della vita, difficoltĂ  e fiducia in Dio

tiberiade_01[Risplende] Le vicende della vita inducono talvolta a doversi misurare con difficoltà e con vere e proprie tempeste.

In tal caso soltanto la fiducia in Dio può riequilibrare la situazione e ridonarci la speranza e la voglia di lottare. Il Signore si rivolge a Giobbe (prima lettura), affermando la sua onnipotenza che è capace di dominare il mare, simbolo del male che invade la terra. Giobbe china il capo nella fede, confessando la propria ignoranza.

San Paolo ai Corinzi (seconda lettura) ricorda che Gesù per amore nostro si è consegnato alla morte di croce. Egli non usa il miracolo per salvare se stesso, insegnandoci così a spogliarci di ogni forma di egoismo e a vivere nell'amore. Il vangelo ci presenta Gesù che parte con i discepoli per andare all'altra riva del lago di Galilea.

Stanco, si addormenta a poppa sul cuscino. Il Maestro appare qui in tutta la sua umanità! Sul lago, intanto, si solleva una grande tempesta. I discepoli in preda alla paura, svegliano Gesù che placa la tempesta. Ma li rimprovera a motico della loro mancanza di fede. Esposti alle prove della vita, siamo invitati a non perdere mai la fiducia in Dio.

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domenica, 21 giugno 2009
ore 08:56
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Chiedo perdono a te Padre...

[Risplende]risplende_02

Chiedo perdono
a te Padre
se non sono riuscita...
non sono riuscita a portarti
nessun cuore
ad amare
come tu, ami me.

Perdonami se oggi
sono triste
e chiudo nella bocca
le parole del cuore
perchè in me
alberga la gioia
della tua vita.

Non ho saputo spendere
i tuoi talenti...
ed ora mi rifugio
nella quiete dell'anima
per cercarti ancora
buttarmi ai tuoi piedi
e chiederti ancora
e ancora
perdono.

Solo così il mio cuore
s'infiamma
e l'anima mia
implora
il tuo sguardo.

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venerdì, 19 giugno 2009
ore 08:17
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La Luce della Pace

Alba[Risplende] La pace deve essere al centro dei nostri pensieri, guardiamo agli avvenimenti del mondo, i tanti conflitti, come dice l'amico Vipom nel post [Il mondo e’ diventato una polveriera pronta ad esplodere] devono essere un forte richiamo per noi, a vivere con impegno, cercando appunto: la pace. La nostra piccola, ma insostituibile parte per la causa della pace, è importante, ogni giorno, nelle nostre giornate, non aspettiamo solo la pace dai grandi della terra, è indispensabile la nostra disponibilità alla pace nei rapporti con gli altri.

Amare chi ci ama è facile è gratificante e istintivo, ma amare e pregare per i nostri persecutori è impossibile alle sole forze umane...Il saluto definitivo del Cristo ai suoi amici, fu questo: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore».

miracoliSolo se, intimamente uniti a Cristo e certi del suo amore, possiamo donare amore ai nostri fratelli, come lui lo ha donato a noi, senza distinzione di razza, di religione o di cultura. L’amore non ha confini, perchè la sua natura è quella di darsi a tutti e ovunque. È l’arma del cristiano, il modo migliore per fermare i volenti, per disarmare i guerrieri, per stabilire la pace. Cristo, alla violenza degli uomini ha risposto con il perdono, ai crudeli crocifissori ha risposto pregando,per loro; alla morte ha risposto con la sua gloriosa risurrezione.

innodilodeL'amore, questo amore, ci cambia non ci lascia uguali! Nessuno potrà dire "io sono così e basta" perchè questo è la vittoria di Cristo sulla morte e sul peccato che si si realizza nella nostra vita. Morire per rinascere.

Anche l'ultimo messaggio di colei che ci è stata donata come messaggero tra cielo e terra, ci chiede la pace: «Cari figli! Il mio amore cerca il vostro amore totale e incondizionato che non vi lascerà identici, ma vi cambierà e vi insegnerà la fiducia in mio Figlio. Figli miei, col mio amore io vi salvo e vi rendo veri testimoni della bontà di mio Figlio. Perciò, figli miei, non abbiate paura di testimoniare l’amore nel nome di mio Figlio. Vi ringrazio». (2 giugno 2009 Regina della Pace)

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mercoledì, 17 giugno 2009
ore 09:26
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Sogno di una notte di primavera.

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rosa_bianca[Risplende] L'Amore è come una rosa matura, apre i suoi petali al sole e, passandole vicino, ne senti il profumo. L'amore dà, concede senza distinguere un adulto da un bimbo, un uomo da una donna, o un credente da un ateo. L'amore, dona cresce su un terreno sensibile e la sua terra vibra ad ogni passo ed ogni piccolo o grande piede è invitato a cercare il cuore.
 
Tempo fà, su quella terra, passò un carro armato, si fermò e fissò una rosa. Sparava sempre, ma quel giorno non lo fece. Il terreno pareva non tollerare un tale peso, ma vibrò portando alla rosa il messaggio che, dietro tale peso ed oltre quel ferro, c'era un cuore! Era forse solo o sofferente ed aveva bisogno d'amore? La prima regola della sua vita è amare. Lo fece, nonostante un vento gelido bruciasse i suoi petali, ma nel cadere, quei petali accarezzavano, cercavano le mani sperando di trovare un cuore. Nonostante il sole bruciasse la sua terra donava acqua.

Una rosa sà, che dopo un'estate ed un inverno ritorna sempre la sua primavera. Sà che a volte morire vuol dire rinascere ancora. Amare era essenziale. Dal carro non scese un cuore, ma due piedi che calpestavano scacciando chiunque si avvicinava a quel sentimento. L'amore non è possesso! Quante voci aggraziate si sono alzate a dire: "Ama!".  Ma, quei piedi, altro non fecero se non rivestirsi di petali caduti o strappati, che l'autunno colorò di giallo. E nell'autunno, quando i petali caduti e ingialliti lasceranno sulla terra il profumo di rosa, tutto sparirà nell'arsura dell'estate o nel gelido inverno. Silenzioso sotto la terra pulsa un cuore ferito inondato da un amore che non riesce a contenere così, ancora e sempre, sarò nuovo germoglio.

S'infuriò non trovando più la rosa. Rimase lì, come un guardiano col suo mirino a volte puntato altre, nascosto. La primavera è ritornata, timorosa e forte: sensibile e amorevole. Ora, soffia un vento o tanti venti che inneggiano alla libertà.

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lunedì, 15 giugno 2009
ore 09:59
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La teologia della non violenza e lo Spirito di VeritĂ .

gesĂą_di_nazareth[Risplende] «Rimanete nel mio amore».

Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Dá a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle» .

risplende_01È nata così la teologia della non violenza, che ha affascinato i grandi personaggi della storia e ha formato dei santi. L’unica forza consentita a noi cristiani è quella dell’amore, ma dobbiamo, però, fare i conti con la nostra povertà. Dobbiamo, per questo, talvolta subire l’ingiustizia degli uomini perché trionfi quella di Dio.

La civiltà dell’amore ... non riesce a trionfare, le vittime della violenza scatenano ancora dentro di noi reazioni che ci fanno comprendere quanto sia difficile essere cristiani. Si, è difficile rimanere nel Suo Amore, ma il solo fatto di volerci provare mi avvicina tanto a Lui, come un figlio che lo cerca e riconosce in se stesso una parte preziosa che assomiglia al Padre, così, iniziando ad amare se stessi si ama meglio il prossimo.

Spirito di Verità.

« I frutti dello Spirito sono: carità, gioia, pace, pazienza, benignità, bontà, fedeltà, dolcezza, temperanza: in tutto ciò, la legge non ha nulla a che fare» (Galati 5:22-23).

Mentre l'uomo, cresce nello Spirito, manifesterà i doni dello Spirito. Le "diverse lingue", che un unico uomo può parlare è l'amore per l'unità di tutti i popoli.

Questo è il segno della sua presenza.

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domenica, 14 giugno 2009
ore 00:57
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Aquarela do Brasil

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Data l'ora tarda, e l'assenza di una delle Signore che collaborano al blog, mi sono messo a cercare su YouTube un qualcosa di adatto ad entrambi gli eventi ed in particolare per Risplende che prossimamente posterà sulle pagine di questo blog le sue riflessioni. Ho trovato una versione strumentale alla chitarra di Aquarela do Brasil, più nota come Brazil, e la posto per il mio diletto e per chi la vorrà ascoltare.

Samba: Aquarela do Brasil

Un caro saluto a tutti belli e brutti!
Mstatus
 

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