ore 19:44
La parata militare russa davanti allo Zar e allo Zarevic
[Vipom] Osservando alcune immagini della grandiosa parata militare russa con sfoggio di armamenti pesanti e persino dei grandiosi e letali missili Topol, a nessuno è sfuggita la presenza austera e composta dello Zar uscente Putin accanto al nuovo Presidente russo Medvedev.
Sono immagini che fanno molto riflettere. Ad un certo punto si è avuta quasi l’impressione che Putin fosse lo Zar vero e a Medvedev fosse stato offerto un ruolo di second’ordine, una specie di zarevic della passata dinastia dei Romanoff.
Tutto ciò ci porta ad una domanda ineludibile: ma adesso, dopo che Putin è traslocato alla Casa Bianca nelle nuove vesti di Primo Ministro (decisione approvata a larghissima maggioranza in una Duma completamente monopolizzata dal partito Russia Unita di cui non a caso lo Zar uscente è il Presidente), chi comanda davvero a Mosca e dintorni?
La domanda sembra di poco conto, visto che Medvedev è il Leader del Cremlino mentre Putin si è dovuto accontentare (si fa per dire) di una poltrona meno fastosa, ma a ben vedere non si tratta di questione secondaria e le immagine diffuse di Putin accanto al delfino Medvedev diventato Presidente lo confermano in pieno: il vero Presidente della Russia non sembrava proprio Medvedev, eletto grazie al suo amico e mentore Putin, ma proprio quest’ultimo.
E’ logico che Putin non intende affatto abbandonare le leve del potere e peraltro si mormora di alcune strane mosse fatte dal vero Zar che la dicono lunga sulla sua volontà di continuare a governare da dietro le spalle di Medvedev: innanzitutto si è vociferato di Leggi giacenti in Parlamento che dovrebbero conferire alla carica del Premier nuovi poteri distogliendoli dalla Presidenza ufficiale, poi si è sentito dire del prossimo trasloco della corte costituzionale russa a San Pietroburgo, la città natale di Putin, inoltre da poco si è saputo di un’improvvisa espulsione di due addetti militari statunitensi dell’ambasciata americana a Mosca, mentre continua la guerra per ora solo a parole tra Georgia e Russia, con quest’ultima che ultimamente ha spedito nei territori separatisti dell’Abkhazia un migliaio di soldati a mò di ammonimento contro pretese georgiane di risolvere con la forza il contenzioso con il Governo abkhazo e la lista potrebbe continuare…non ultimo il dettaglio dei continui abbattimenti di droni georgiani in volo di perlustrazione sui territori delle sue regioni ribelli.
E’ evidente quindi chi comanda davvero a Mosca, almeno per il momento.
Lo sfoggio dei gioielli dell’esercito russo, poi, organizzato dal predecessore di Medvedev, sembra avere appioppato sulle esili spalle di quest’ultimo un oneroso fardello, quello di non dimenticare che la Russia deve proseguire nelle sue politiche militari putiniane tese al contrasto costante delle velleità di conquista americane e del resto nel suo discorso davanti all’esercito in sfilata Medvedev non ha mancato di ripetere frasi che sembravano prese a prestito dalle argomentazione già note dello Zar di tutte le Russie, Vladimir Vladimirovic Putin:
La storia delle guerre mondiali mostra che i conflitti armati non nascono da soli, ma sono scatenati dal prevalere delle ambizioni irresponsabili sugli interessi di un Paese, di interi continenti, di milioni di persone.
Medvedev ha poi consigliato di “ricordare la lezione” della Seconda Guerra Mondiale affinchè “tali tragedie non accadano mai più”, condannando poi minacciosamente “qualsiasi tentativo di odio di razza o religioso, di fomentare l'ideologia del terrore e l'estremismo, e interferire negli affari di altri Stati, per non parlare di tentativi di rivedere i confini nazionali. Non possiamo tollerare la mancanza di rispetto per la legge internazionale".
Un discorso, come ben si può vedere da questi piccoli stralci racimolati sul web, che sembra addirittura dettato da Putin affinchè il nuovo Presidente non dimentichi chi è davvero il Timoniere della Russia.
Sembra quindi logico sostenere che mentre Putin continuerà a comandare, a Medvedev saranno lasciate sono piccole briciole di Potere, un elemento che ne farà poco alla volta una specie di Zarevic, l’eterno delfino di Putin.
Anche la valigetta nucleare rilevata dal nuovo Presidente a questo punto assume tutti i connotati di una sorta di “copia” dell’originale, perché i bottoni dell’apocalisse potranno nel caso essere usati solo dal vero e unico Zar, l’eterno Putin con cui l’Occidente deve ancora fare i conti, perché i nodi verranno presto al pettine e a quel punto si vedrà davvero se le mie analisi sono vere.
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Saluti
Vipom
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