[Vipom] Potrebbe apparire un po’ esagerato il soprastante titolo, eppure chiunque viva nei piccoli paesi di provincia sa che non lo è affatto.
Mentre nelle città più grandi e nei grossi centri urbani l’anonimato garantisce ad ogni modo una certa libertà di movimento, sembra che al contrario nei piccoli paesi il tempo si sia fermato al medioevo, con tutte le gravissime conseguenze che questo comporta.
Nel contempo, mentre generalmente la religione cristiana sembra dare chiari segnali di regredire nei grossi agglomerati urbani (almeno apparentemente perché anche qui pare che crescano come funghi sette e sottosette pseudo cristiane), al contrario nei piccoli paesi, nei borghi ed in sostanza nei villaggi moderni, sperduti e lontani anni luce dalla Cultura, dalla Scienza e dal Sapere in generale, in questi posti dimenticati da Dio, in sostanza, la religione sembra rialzare minacciosamente la testa fino a diventare una sorta di Potere parallelo a quello politico-legale, formando una specie di triunvirato (appunto Legge-Politica-Religione), un qualcosa che in sostanza stritola paurosamente le libertà degli individui fino a farli diventare bersagli designati allorchè qualcuno di loro osa solo pensare di poter uscire un centimetro dal seminato, evenienza che, non appena si verifica, scatena immediatamente una sorta di rappresaglia, una cosa di una vigliaccheria immensa e spudorata.
L’individuo designato quale “target” del puntamento generale dell’ignoranza viene fatto oggetto di campagne diffamatorie secondo stili inquisitoriali, se ha una famiglia questa viene pian piano emarginata dal tessuto sociale, difficoltà e vari ostracismi cominciano a costruirsi tutt’intorno alla persona “sospetta”, gli si toglie persino il saluto ed in sostanza lo si degrada nella dignità e nell’umanità, quasi fosse carne da macello, il tutto condito da un certo “beneplacito” delle autorità religiose, che proprio in occasione della messa domenicale sembrano contare le pecorelle, per individuare colui o colei che non la frequentano spesso, quasi si trattasse di un obbligo militare…
Ma quello che sconcerta di più è il vedere come i cosiddetti parrocchiani, quelli tinteggiati di fuori ma marci di dentro, si fanno in quattro per apparire belli dinanzi alla cittadinanza e ligi al dovere dinanzi appunto ai capi religiosi locali da cui dipendono, una sorta di vassallaggio e di autoumiliazione che non sembra aver nulla di religioso in quanto sicuramente ispirato da tornaconto personale, vanagloria, ipocrisia, falsità e malignità estreme e chi più ne ha più ne metta.
A certe persone non dovrebbe neppure essere permesso mettere piede in una Chiesa, la sporcano semplicemente con la loro presenza e con il loro respiro.
Ma il prete? Non è egli forse al corrente di tutto? Non dovrebbe egli reagire, educare ad essere davvero “cristiani”, al di là di feste pseudo religiose e folclorismo vario?
E appunto sulle feste e commemorazioni pseudo religiose mi voglio soffermare un momento. E’ qui che si raggiunge davvero il culmine della dissacrazione più totale…il momento culminante dell’ignoranza assoluta delle più semplici basilari cognizioni cristiane; intanto non si contano sorrisi e sorrisetti, tutti sembrano improvvisamente diventati buoni e belli, i paesi si trasformano in veri e propri formicai che lavorano per l’ape regina, la Chiesa.
Entrano quindi in funzione associazioni pseudoreligiose, le cosiddette confraternite laiche, i cui appartenenti non fanno mistero di pavoneggiare i loro distintivi, le loro coccarde, le loro spille…quasi si trattasse di generali pluridecorati, mentre non sono altro che semplicissimi individui fatti diventare tronfi proprio col benestare dei responsabili della Chiesa, che ritengo dovrebbero evitare di servirsi di chiunque ad essa si avvicini…..dovrebbero attentamente vagliare gli uomini, usare al meglio le scienze psicologiche per capire dove sta l’imbroglio……ma se sono loro a volerlo allora non c’è niente da fare, è fiato sprecato.
Signori, questa è la Chiesa? Questa è diventata la religione cristiana? Una sorta di sarabanda dell’assurdo e del ridicolo? Un qualcosa di vuoto senza alcun costrutto? Un’alleata dell’ipocrisia e del qualunquismo?
Se così stanno le cose, allora ci si dovrebbe vergognare di farsi chiamare cristiani, meglio non avere alcuna religione ed essere atei e apolidi, almeno la sincerità è garantita!!
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