ore 19:52
Dio è colui in cui molti credono, oppure si tratta di qualcun altro?
[Vipom] Dopo aver scritto diversi post su argomenti diciamo “di frontiera” per quanto attiene alle influenze vere o presunte che siano di una qualche forma di vita aliena sulla Terra, ora e fin dai tempi più remoti, e riallacciandomi ad un mio post precedente nel quale ponevo la cruciale domanda sull’ipotesi “genetico-aliena” dell’origine dell’uomo sulla Terra, mi sembra logico a questo punto trarne le dovute conseguenze filosofiche e vedere fino a che punto le nostre teorie e i nostri ragionamenti intellettuali su diversi campi dello scibile umano siano o meno accettabili.
Per un compito del genere trarrò spunto da una delle teorie più astruse del filosofo e scrittore irlandese del settecento Berkeley, accennate anche sull’enciclopedia on line Wikipedia:
Per Berkeley l'unico scopo autentico della filosofia è quello di confermare e avvalorare la visione della religione: è Dio, infatti, l'unica causa della realtà naturale. Berkeley era contro l'esistenza delle idee astratte e fautore di un nominalismo radicale. Infatti secondo l'irlandese le idee generali non sono idee astratte o universali, ma semplici idee particolari usate come segni di un gruppo di altre idee particolari tra loro affini.
La celebre formula che riassume la filosofia di Berkeley è "Esse est percipi" cioè "l'essere consiste nell'essere percepito", ovvero la teoria secondo la quale la realtà si risolve in una serie di idee che, per esistere, hanno bisogno di essere percepite da uno spirito.
La dottrina di Berkeley esclude in virtù di questo principio l'esistenza assoluta delle cose. Secondo il filosofo tutto ciò che esiste è o idea o spirito. Berkeley negò la distinzione fra qualità primarie e secondarie, propria di Locke, (tutte le qualità sono secondarie, cioè soggettive) e anche l'idea di substrato, ovvero di materia: se esistesse una materia, essa sarebbe soltanto un limite alla perfezione divina. In questo senso anche la scienza di Newton non ha altro valore che quello di una mera ipotesi, che ci aiuta a fare previsioni per il futuro, ma non ha alcun riferimento con la realtà materiale, che non solo non è conoscibile, ma non esiste affatto. Le idee, secondo Berkeley, vengono impresse nell'uomo da uno spirito infinito, cioè Dio. Inoltre lo stesso Dio si configura come la Mente infinita grazie a cui le idee esistono anche quando non vengono percepite.
Sembra che Berkeley, da questa citazione, ne esca come una delle menti più geniali dell’intera storia filosofica: la materia esiste solo in quanto viene percepita nelle sue forme e qualità soggettive, in sostanza esiste fin quando siamo noi a tenerla in vita con la nostra mente.
E’ una filosofia molto allettante, interessante ma anche allarmante che pone in dubbio l’esistenza oggettiva della materia e Dio quale unica fonte delle idee che di essa ci facciamo.
Sorgono però immediatamente delle aporie inestricabili: in sostanza tutte le nostre idee sul Giusto, sul Bello ecc. vengono messe in dubbio dal fatto che si tratterebbe di pura soggettività.
Se la mia analisi è sostenibile, allora l’allacciamento con i post di cui parlavo è in sostanza ineludibile: se la materia non esiste se non nella nostra mente e se questa funziona solo in quanto emanazione diretta ma evanescente da Dio, da cui dipendono tutte le idee (ma non la materia che non esiste) allora si pone un interrogativo schiacciante:
chi è questo Dio di cui parla Berkeley?
Se si tratta del Creatore delle idee particolari ma non universali che ci facciamo della materia, perché, non esistendo appunto la sostanza, fa in modo di farci cadere nella trappola della sua oggettività?
Non so a che tipo di Dio Berkeley si rivolga, se a quello cristiano oppure al cosiddetto “Dio dei Filosofi”, ma obiettivamente sembra che la sua visione del problema lo ponga ben al di là dei metri umani, configurandolo come qualcosa o qualcuno che si prende gioco di noi illudendoci che esista un mondo mentre sarebbe pacifico che non esiste affatto se non nella nostra mente che crede che certe idee e ragionamenti siano universali.
Sembrerebbe trattarsi di un’Entità che agisce su di noi affinchè noi ci comportiamo in un dato modo, una teoria molto inquietante che mi riporta appunto alle teorie di cui parlavo, al fatto in sostanza che noi crediamo presuntuosamente di essere i padroni di noi stessi, mentre in sostanza saremmo stati posti in essere solo con una sorta di illusione ottica propinataci dall’Eterno Inconoscibile.
Da questo punto di vista, cadrebbero tutti i ragionamenti monistici e dualistici per spiegare l’origine del male, perché, se tutto deriva dallo Spirito-Dio e se la materia non esiste, noi risulteremmo in sostanza dei manichini che ragionano non secondo la propria mente ma secondo le idee che quest’Essere c’impone e che vuole che noi pensiamo.
In definitiva, sorgono i seguenti problemi che pongo alla fine di quest’articolo:
Chi è davvero l’uomo? – Da chi dipende veramente? – Da chi è stato creato? – E perché? – E’ un Dio universale, oppure non si configura quale artefice del suo proprio unico destino a scapito del nostro?
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Saluti
Vipom
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