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Regioni, preti, suore, dentisti, e SSN
Tra le tante cose da preti (scherzo da prete, boccone del prete, strozzapreti, faccia da prete, prete mancato, ecc.), e similari, esistono anche le Regioni Ecclesiastiche. Da Wikipedia: "La regione ecclesiastica è una istituzione cattolica, regolata dal Codice di diritto canonico nei canoni 433 e 434, che raggruppa più province ecclesiastiche e\o diocesi direttamente soggette alla Santa Sede tra loro vicine. Lo scopo della regione ecclesiastica è favorire la cooperazione tra i vescovi di diocesi vicine nel limite delle attività che non siano di competenza diretta della Conferenza Episcopale. La creazione o la soppressione di regioni ecclesiastiche così come la modifica dei confini sono di competenza della Santa Sede. L'istituto della regione ecclesiastica è in uso soprattutto nei paesi con un elevato numero di diocesi". I preti le pensano tutte, una ulteriore suddivisione del territorio che favorisce la cooperazione tra vescovi di diocesi vicine.
Tra le Regioni, quelle normali (nazionali) tanto per capirci ad esempio Lombardia, ecc. esistono dei protocolli sottoscritti normalmente tra Regione Ecclesiastica e Regione normale (Toscana, Lombardia, ecc.), per gli "assistenti religiosi”, (preti, suore, cappellani ed assimilati), che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) paga per la loro attività svolta all'interno delle strutture pubbliche e private accreditate. Alcune indicazioni tratte dall'Opera Diocesana Pastorale Ammalati e Pellegrinaggi (Arcidiocesi di Trento): "L' Intesa non parla più di semplici Assistenti Religiosi e/o cappellani, ma di Personale di assistenza religiosa, rimandando con questo termine ad una vera équipe, che in termini pastorali si chiamerà "Cappellania". La grande novità è che a svolgere questo servizio potranno essere assunti non solo sacerdoti, ma anche diaconi, religiosi/e e laici, debitamente abilitati dall'Ordinario Diocesano. Questo permetterà l'inserimento di figure diverse e retribuite, rispetto a quella esclusiva del sacerdote. Dall'Intesa sono esplicitate con maggior chiarezza alcuni aspetti, quali: l'assunzione in servizio tramite convenzione, l'aggiornamento, le collaborazioni esterne, l'ingresso fuori orario per motivi pastorali non solo ai sacerdoti ma anche alle collaborazioni esterne, l'alloggio. Rimangono da definire alcuni aspetti: l'abitazione in ospedale, la determinazione del numero di personale di assistenza religiosa non tanto per strutture ospedaliere quanto per le RSA, il livello di trattamento economico".
L'assistenza religiosa dal Protocollo d’Intesa tra la Regione Lombardia e la Regione Ecclesiastica Lombardia:
Art. 5) – Finalità del servizio di assistenza religiosa
1. Il servizio di assistenza religiosa ha per oggetto le attività dirette all’amministrazione dei sacramenti e dei sacramentali, alla cura delle anime, alla catechesi ed all’esercizio del culto.
2. Esso inoltre comprende:
a) il sostegno al processo terapeutico della persona ammalata;
b) la promozione di attività culturali a carattere religioso;
c) l’accompagnamento spirituale e umano e la relazione di aiuto;
d) il contributo in materia di etica e di umanizzazione nella formazione del personale in attività di servizio e la eventuale partecipazione nei comitati etici;
e) la promozione del volontariato, in particolare per la umanizzazione delle strutture, dei servizi e dei rapporti interpersonali;
f) l’attenzione al dialogo interconfessionale ed interreligioso;
g) le prestazioni di carattere amministrativo per l’organizzazione e le esigenze di ufficio (certificazioni, corrispondenza, archivio, custodia degli edifici di culto, degli arredi e delle suppellettili sacre).
E che c'entra tutto questo? Da un lancio Adnkronos ho scoperto che nel Servizio Sanitario nazionale ci sono più assistenti religiosi (preti, suore, ed assimilati) che dentisti.
Sanità: SSN paga più sacerdoti che dentisti dati ministero su dipendenti
Fonte: Adnkronos;
Roma, 21 mag. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Il Servizio sanitario nazionale paga piu' sacerdoti che dentisti. Sono 417, infatti, gli 'assistenti religiosi', 389 uomini e 28 donne, che percepiscono uno stipendio dal Ssn, in base a convenzioni stipulate fra la diocesi e le Aziende sanitarie. Il numero degli odontoiatri del servizio pubblico si 'ferma' invece ad appena 163, su un totale di 105.652 camici bianchi. I 'numeri' dei dipendenti Ssn sono contenuti nell'ultimo Rapporto della Direzione statistica del ministero della Salute.
Più assistenti religiosi che dentisti. Se dovete togliervi un dente cariato, con il SSN fate prima a chiamare il prete, almeno non vi viene il mal di fegato ad aspettare il dentista! Fate prima: preti 417, dentisti 163. Tra l'altro in base alla convenzione: “L’assistenza religiosa, relativamente all’apostolato e all’azione pastorale, è esercitata dagli assistenti religiosi in piena autonomia operativa, con dipendenza esclusiva dall’ordinario diocesano", ovvero il SSN caccia i soldi, ma non ha la facoltò di "dimandare" e di "verificare", come accade per le altre professioni.
Rileggendo mi è pure venuto il mal di fegato! Colpa del "pretume": meno assistenza religiosa e più dentisti, soprattutto se pagata da tutti. Domanda senza malignità, ma solo per curiosità: quanto ci costa l'assistenza religiosa nel Servizio Sanitario Nazionale?
Pensierino: "Chi mangia alla stessa tavola di un prete sia proscritto: con ciò egli si scomunica dalla retta società. Il prete è il nostro Ciandala - lo si deve mettere al bando, affamare, menare in ogni specie di deserto" (Friedrich Wilhelm Nietzsche).
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