lunedì, 21 maggio 2007
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LE “RIFORME” DI KAROL WOJTYLA

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Dal blog La verità tra i rami di ulivo di Silas02

La morte prematura, e per niente casuale di Papa Luciani, aveva lasciato incompiute numerose riforme riguardanti in particolare la gestione finanziaria ed economica del Vaticano. Giovanni Paolo I aveva parlato di cambiamenti che necessariamente dovevano essere intrapresi a breve termine, al Segretario di Stato Jean Villot, in quello che sarebbe stato l’ultimo giorno della sua vita. A Papa Luciani erano giunte informazioni specifiche da un giornalista di OP, un certo Mino Pecorelli (morto assassinato, e per il quale venne accusato di esserne stato il mandante Giulio Andreotti, assolto in primo grado, condannato a 24 anni in appello, assolto in via definitiva dalla Cassazione).

Tale giornalista, membro pentito della P2, il cui gran maestro era Licio Gelli, inviò a Luciani una lista di tutti i massoni all’interno del Vaticano (c’era anche il nome dello stesso Jean Villot) e di elementi della Curia romana invischiati in affari sporchi (secondo il diritto canonico, far parte di una loggia massonica, portava all’immediata scomunica del prelato in questione).

Giovanni Paolo I intendeva agire, come prima cosa, grazie anche ad una dettagliata relazione del cardinale Vagnozzi sui movimenti finanziari della Banca Vaticana, rispedendo al mittente Marcinkus, coinvolto consapevolmente in transazioni finanziarie illecite e criminali; conduceva la Banca Vaticana dal 1969, stringendo rapporti di lavoro e di amicizia con criminali della risma di Sindona e Calvi. La stessa sorte sarebbe toccata agli stretti collaboratori di Marcinkus, Luigi Pennini, Monsignor Donato de Bonis e Pellegrino de Strobel. Ma a Papa Luciani non venne dato il tempo di eseguire la silenziosa epurazione che il Vaticano meritava. Qualcuno pensò, giusto in tempo, a far tacere per sempre il più grande pericolo per tutti coloro che usavano il Vaticano per coprire i propri affari sporchi.

Tutti i documenti compromettenti in possesso di Papa Luciani, vennero passati, dal Segretario di Stato Jean Villot, al successore Karol Wojtyla. Venne anche informato dei cambiamenti che Albino Luciani aveva intenzione di portare avanti. Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II, ignorò spudoratamente ogni singola informazione che gli venne fornita, respingendo ogni singola sostituzione e riconfermò tutti gli uomini della Banca Vaticana nelle loro posizioni. In tale maniera permise alla “Vaticano spa” di continuare a fare soldi tramite numerosi e stretti legami con il crimine organizzato e con finanzieri corrotti e privi di scrupoli.

Marcinkus, insieme a Roberto Calvi, continuò a saccheggiare il Banco Ambrosiano: un furto che valse 1,3 miliardi di dollari, e che, a distanza di qualche anno, portò alla fine dello stesso “finanziere milanese”. Bisogna necessariamente sottolineare che la Banca Vaticana, fondata da Pio XII nel periodo della seconda guerra mondiale, doveva consentire principalmente l’apertura di conti se intestati a ordini ed istituti religiosi. Nel momento in cui il Papa polacco dette il proprio benestare all’attività criminale dell’Arcivescovo Marcinkus, dei conti presenti nella Banca Vaticana, circa 9.300 erano intestati a diplomatici, prelati e “cittadini privilegiati”: tra questi ultimi c’erano criminali di ogni sorta. Tale gruppo comprendeva politici di ogni schieramento, numerosi membri della loggia P2, industriali, giornalisti, editori ed elementi delle principali famiglie mafiose come i Corleone, gli Spatola, gli Inzerillo e i Gambino. Oltre ad elementi della camorra.

Tutti usavano la Banca Vaticana per il riciclaggio di denaro sporco, proveniente dalle più disparate attività illegali. Licio Gelli assisteva la famiglia Corleone, la Banda della Magliana gestiva i conti finanziari del noto mafioso Pippo Calò, mentre Sindona gestiva i conti della maggior parte delle altre famiglie mafiose. Lo stesso cardinale di Chicago, Cody, elemento corrotto della Chiesa cattolica americana, il cui allontanamento era stato preventivato dallo stesso Papa Luciani, venne appena sfiorato da Wojtyla, facendo comunque che Cody rimanesse al proprio posto. Era coinvolto in numerose transazioni ed investimenti illeciti, oltre ad utilizzare il denaro della sua comunità religiosa per il mantenimento di una donna, considerata da persone informate dei fatti, come l’amante del cardinale.

Tale poco raccomandabile individuo, inviava però, con una certa frequenza, grosse somme di denaro destinate alla Polonia (Solidarnosc!).

Questi sono i fatti riguardanti i primi anni di pontificato di Karol Wojtyla !

Riferimenti bibliografici:

- David Yallop: “In nome di Dio”
- David Yallop: “Habemus Papam”
- Guido Knopp: “Vaticano e Pontefici”

Saluti
Silas02

Postato da mstatus lunedì, 21 maggio 2007 ore 16:30 | Home | Permalink | commenti (7)

Commenti
#1   21 Maggio 2007 - 16:38
 
chi avrà mai impiccato Roberto Calvi a Londra?? non serve un cervellone per capirlo, ma se qualcuno osa pronunciare quel nome lo mangiano... a buon intenditor poche parole... ;)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente 18DAnnunzio63

#2   21 Maggio 2007 - 22:13
 
Peraltro, come è nei verbali delle deposizioni della moglie di Roberto Calvi, Licio Gelli quando telefonava al marito diceva di essere il "Sig. Luciani". Ad ogni modo, nemmeno io sono convinto della morte naturale del Papa: per quanto si possa dire e smentire, resta il fatto che il corpo del Pontefice fu imbalsamato in tutta fretta, ben prima delle 24 ore richieste dalla legge italiana. Resta il fatto che alle sei della sera del giorno della morte negli appartamenti del Palazzo Apostolico era sparita ogni traccia del Santo Padre. Resta il mistero, il giorno prima dei funerali, della Basilica di San Pietro svuotata in tutta fretta e chiusa, per un mai meglio precisato "intervento sulla salma".
Il Pontificato più breve dell'era moderna (De medeitate lunae, per riprendere la profezia di Malachia) è una fonte inesauribile di misteri. Resta il rimpianto per la morte troppo anticipata di un uomo coraggioso, che fin dal suo primo giorno sul soglio di Pietro ("La Chiesa non è un soggetto politico, nè un soggetto economico: non sta sul mercato, non punta agli scambi ma alla rettitudine della fede")aveva mostrato al mondo cosa vuol dire essere il Papa.
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#3   21 Maggio 2007 - 22:21
 
Infatti, un Papa che voleva riportare la Chiesa più verso il messaggio di Cristo, che ai "benefici" terreni, è durato assai poco.
Cui prodest?

Grazie per i contributi
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#4   22 Maggio 2007 - 18:37
 
Meraviglioso Papa Luciani!

Tra i suoi progetti:

1)DIVISIONI TRA CHIESE: rivedere l'atteggiamento tenuto per secoli verso il fratelli delle Chiese cristiane.Le sue parole:"Tutte le chiese, cristiane noi compresi, hanno peccato contro l'amore e il comando di Cristo"

2) LE DONNE: Le sue parole:"I pregiudizi sulla donna sono ancora forti in tutte le societa'.Nella chiesa e' il papa che deve dire una parola chiara, ferma, completa, sulla dignita', l'uguaglianza, il merito i diritti..."

3) EBREI:"Noi cristiani abbiamo peccato contro gli ebrei nostri fratelli in Dio li abbiamo calunniati e ignorati..ho in mente di convocare una rappresentanza di vescovi di tutto il mondo per un atto di penitenza, di riparazione, di umilta', di amore della chiesa universale da ripetersi ogni anno..Deve essere un giorno di pace e di fratellanza..

4)INDIOS E NERI:"Noi cristiani in alcuni momenti della storia siamo stati tolleranti di fronte ai massacri degli indios, al razzismo, alla deportazione dei popoli africani.."
"Confessare le colpe storiche della chiesa e' un atto di umilta' e verita' e' segno di speranza in un futuro migliore".

5)INQUISIZIONE:
"Non dobbiamo avere paura di confessare il nostro peccato...La chiesa deplora, in umilta', i momenti difficili e dolorosi del suo cammino nella storia, come la tristissima inquisizione e i tristissimi tempi del "potere temporale" dei papi"

6)MARTIRI DELL'EST:"Li abbiamo dimenticati troppo presto questi testimoni di Cristo che hanno scritto la loro sofferenza nel martirologio cristiano. So che potrebbe ridestare pensieri sepolti ma non possiamo tacere.la troppa diplomazia si tramuta talvolta in pura furbizia e questo non e' nello spirito della Chiesa."

7) RIABILITAZIONI: Luciani parla a lungo di quattro ecclesiastici che "patirono prove amare" a causa della chiesa: L'abate Rosmini, il cardinale Ferrari, i sacerdoti Milani e Mazzolari...

8)STORIA DEL PAPATO:
"La chiesa non deve avere potere ne' possedere ricchezze..Io non voglio scorte ne' soldati.Come non desidero che le guardie svizzere si inginocchino al mio passaggio...e nessun altro lo faccia!"

9)TITOLI DEL PAPA: "Ho l'impressione che la figura del papa sia troppo lodata,c'e' il rischio di cadere nel culto della personalita'...che io non voglio assolutamente.
Come puo' un papa presentarsi e dialogare con tutti quei titoli di cui e' insignito? il titolo vero e' Servo dei servi di Dio!

A me sembra un bell'esempio di chiesa in cammino!

con stima (certa di essere ascoltata, ma senza la pretesa di essere "seguita"..)

Luna
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#5   22 Maggio 2007 - 20:48
 
Non è tutto oro quello che luccica. al di là delle dichiarazioni sulla povertà della Chiesa, non dimentichiamo che papa Luciani è stato un vescovo alquanto "moderato" e per niente progressista, e non sappiamo che papa sarebbe stato. Di certo su tutte le questionio bioetiche non avrebbe spostato di una virgola le posizioni della Chiesa.

Ho visto di recente una bella puntata di Minoli su rai 3 che ricordava Luciani e dovremmo tutti ricordarci che non era quella grande personalità innovatrice, ma un papa molto provinciale e conservatore che aveva il merito di parlare di povertà, e che sembrava essere onesto e portare l'onestà nella Chiesa.
E cmq non è stato scelto papa per queste ultime cose, ma proprio per il suo moderatismo: c'erano anche un cardinale più progressista in lizza (e c'era anche quello restauratore tra i concorrenti, più vecchio).

Dopo Luciani la Chiesa ha scelto un giovane restauratore, Wojtyla, che l'ha trascinata nell'integralismo in cui oramai naviga senza rimedio oggi grazie a Ratzinger e a Bagnasco.
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#6   22 Maggio 2007 - 20:53
 
ps sulla morte non casuale di Luciani non ci credo, cmq chi vuol coltivare i dubbi, dovrebbe non credere troppo neanche alle sue tesi, specie a quelle che portano a complotti.
insomma pensiamoci bene prima di affermare che luciani sarebbe stato quel papa rivoluzionario e perciò è stato ammazzato: io dico che ciò che ha detto ha dato fastidio ma nulla più, forse qualcosina col tempo avrebbe cambiato, ma poco, molto poco.
Lorenz
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#7   22 Maggio 2007 - 23:18
 
@Luna: grazie per la sintesi.

Un caro saluto a tutti
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