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Digiuno ed astensione dalle carni
Se la mensa di una scuola il primo venerdì di Quaresima serve carne di manzo, i genitori cattolici devono indignarsi? Faccio alcune considerazioni dal catechismo e dal diritto canonico, per accertare come viene regolamentata l'intera questione. Questione che a prima vista sembra banale, ma che in effetti è piuttosto complessa. Dal catechismo della CCAR al nr. 2043 Il quarto precetto (« In giorni stabiliti dalla Chiesa astieniti dal mangiare carne e osserva il digiuno ») assicura i tempi di ascesi e di penitenza, che ci preparano alle feste liturgiche e a farci acquisire il dominio sui nostri istinti e la libertà di cuore. Successivamente la questione viene regolamentata dal diritto canonico che al Can. 1249 - Per legge divina, tutti i fedeli sono tenuti a fare penitenza, ciascuno a proprio modo; ma perché tutti siano tra loro uniti da una comune osservanza della penitenza, vengono stabiliti dei giorni penitenziali in cui i fedeli attendano in modo speciale alla preghiera, facciano opere di pietà e di carità, sacrifichino se stessi compiendo più fedelmente i propri doveri e soprattutto osservando il digiuno e l'astinenza a norma dei canoni che seguono.
Va fatta penitenza nei giorni stabiliti come indicato dal catechismo, che a norma del Can. 1250 - Sono giorni e tempi di penitenza nella Chiesa universale, tutti i venerdì dell'anno e il tempo di Quaresima. Quindi secondo il Can. 1251 - Si osservi l'astinenza dalle carni o da altro cibo, secondo le disposizioni della Conferenza Episcopale, in tutti e singoli i venerdì dell'anno, eccetto che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità; l'astinenza e il digiuno, invece, il mercoledì delle Ceneri e il venerdì della Passione e Morte del Signore Nostro Gesù Cristo.
L'astinenza dalle carni non crea grossi problemi, mentre per il digiuno va visto se si rientra nella diocesi di Milano in cui si applica il rito ambrosiano, oppure dalle altre parti, per determinare il giorno di inizio Quaresima: in quello romano parte dal mercoledì delle Ceneri, in quello ambrosiano dalla domenica successiva.
A questo punto va visto chi effettivamente deve applicare tali norme e ai sensi del Can. 1252 - Alla legge dell'astinenza sono tenuti coloro che hanno compiuto il 14 anno di età; alla legge del digiuno, invece, tutti i maggiorenni fino al 60 anno iniziato. Tuttavia i pastori d'anime e i genitori si adoperino perché anche coloro che non sono tenuti alla legge del digiuno e dell'astinenza a motivo della minore età, siano formati al genuino senso della penitenza. Poi vi possono essere delle variazioni secondo il Can. 1253 - La Conferenza Episcopale può determinare ulteriormente l'osservanza del digiuno e dell'astinenza, come pure sostituirvi, in tutto o in parte, altre forme di penitenza, soprattutto opere di carità ed esercizi di pietà.
La maggiore età si determina in base al Can. 97 - §1. La persona che ha compiuto diciotto anni, è maggiorenne; sotto tale età, è minorenne.
Nel caso di una scuola elementare non è obbligatoria l'astinenza dalle carni, seppur consigliata, dando per scontanto che tutti gli alunni siano minori di 14 anni. Nella scuola media almeno fino alla seconda e parte della terza neppure, salvo forse per alcuni studenti ripetenti in quanto dovrebbero essere statisticamente al di sotto dei 14 anni. Pertanto se la mensa serve carne di manzo, nessun problema. Oltre i 14 anni, invece vi è l'obbligo di astinenza, e oltre i 18 fino a 60 l'obbligo del digiuno. Dal vocabolario trovo alla voce astinenza: rinunzia, astensione volontaria dai piaceri materiali, in ossequio ad un precetto morale, religioso e talvolta igienico.
Quindi astensione volontaria, nel senso che se mi presentano carne di manzo al venerdì, sono io che devo evitare di mangiarla, non chi me la propone. Il catechismo cmq indica che i figli vadano resi edotti da parte dei genitori e da chi di compentenza, dei rituali della propria religione. Per cui nessuna indignazione: i genitori forniscano nel giorno di astinenza determinato in base a quanto ho scritto sopra e se il bambino ne è soggetto, del cibo alternativo, da consumarsi al posto di quello non permesso, per esempio un pezzo di pane in più, del formaggio, o altro che sia consentito. Poi per evitare un dispregio verso chi la carne di manzo non la può mangiare perchè non ce l'ha, i bambini portino a casa la carne e la consumino il giorno dopo.
Da Wikipedia:
La legge del digiuno obbliga a fare un solo pasto durante la giornata, ma non proibisce di fare una seconda refezione leggera. L'acqua e le medicine sia solide sia liquide si possono assumere liberamente. La legge dell'astinenza dalle carni non proibisce di consumare pesce, uova e latticini; proibisce però di consumare, oltre alla carne, cibi e bevande che, ad un prudente giudizio, sono da considerarsi come particolarmente ricercati o costosi. I parroci possono, per giusta causa, dispensare i singoli fedeli o le famiglie dall'osservanza del digiuno e dell'astinenza, o commutarlo con altre opere pie.
Per quanto mi riguarda, il problema non me lo pongo: è una questione che riguarda i credenti, in questo caso cattolici. Per la scuola pubblica di uno stato laico non c'è problema: la scuola non deve adeguarsi alle singole religioni, ma le singole religioni si adeguino alla scuola, per cui se alla mensa scolastica il venerdì viene fornita la carne di manzo, si faccia come ho indicato sopra, perchè discriminare ulteriormente chi credente non è? Faccio un esempio: se uno vuole usare il cilicio lo usi pure su di sé, mica per quello lo Stato deve renderlo obbligatorio per tutti?
Per me uno è libero di seguire tutti i rituali che gli pare, ma non ha il diritto di obbligare me a fare lo stesso.
Treviso: carne agli alunni in Quaresima, scuola in rivolta
Fonte: UAAR; (Il Corriere)


