venerdì, 09 febbraio 2007
ore 21:03
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Non possumus: il parere dei vescovi

Archiviato da mstatus in: politica, religione, leggi, preti e frati

Sulle questioni tecniche del  DDL per i DICO (ex PACS), non entro in merito, non sono né omosessuale, né DICO, ma sposato "canonicamente", per cui non sento più di tanto il problema sulla mia pelle. Quello che mi scoccia è il "non possumus" della fondamentilista CEI, che addirittura ha scomodato un papa "sanguinario" come PIO IX, il quale dopo aver subito una "sonora trombatura" a Porta Pia, scomunicò un po' tutti, compreso il Re dei briganti, e si autoimprigionò a "pane ed acqua" e preghiera, diffondendo immagini della sua prigionia tra le masse (finì male insomma). 

Dal punto di vista politico e sociale, le masse hanno posto un problema di fatto esistente, per tutta una serie di "diversi" prodotti più che altro dal concetto di "peccato" della "morale cattolica": come regoliamo le "coppie di fatto" sia etero che omosessuali? Che ne facciamo di loro? Hanno un qualche diritto umano? Infatti dalle statistiche si apprende: "Le coppie di fatto in Italia sono 564 mila (rilevazione al 2003), il 3,9% del totale delle coppie. Questo è l’unico dato, certificato dall’Istituto di statistica (i sondaggi risalgono agli anni 2002-2003) sull’ampiezza del fenomeno nel nostro Paese. Un fenomeno in crescita (dieci anni primi, ‘94-’95, erano l’1,8%, meno della metà). Di queste il 46,7% è costituito da coppie in cui almeno un componente ha già vissuto una esperienza matrimoniale conclusasi con una separazione o un divorzio. È formato da coppie di celibi e nubili il 47,2%. Le coppie di fatto sono soprattutto al Nord: rappresentano il 5,4% delle coppie nel Nord-Ovest e il 6,2% nel Nord-Est. Al Centro sono il 3,5% del totale. L’1,7% nel Sud e nelle Isole.".

Giustamente i politici cercano di risolvere il problema altrimenti che ci stanno e che li paghiamo a fare? Se non fanno neppure quello allora è meglio affidarsi ad E.Malatesta, ci costerebbe di meno. Infatti il suo programma prevede: 7. Ricostruzione della famiglia, in quel modo che risulterà dalla pratica dell'amore, libero da ogni vincolo legale, da ogni oppressione economica o fisica, da ogni pregiudizio religioso.

Stamattina da Radio Maria il buon P.Livio Fanzaga con la sua voce un tantino roca tendente al modulato andante che denota una certa "falsità" seppur in quel momento verità sentita, si premurava di spiegare ai "cari amici" che già esistono leggi a tutela delle convivenze, e che, pertanto, non vi è la necessità di una nuova legge 
al momento solo DDL (un po' sul tono di ci rivredremo a Filippi quella precisazione del si tratta solo di un DDL). Padre Livio precisa punto per punto che il nuovo DDL ha già copertura legislativa, manca solo il trattamento previdenziale, che del resto neppure ora viene considerato per mancanza di fondi e rimandando erroneamente (lapsus), al "ministro del Tesoro" Padoa Schioppa che in realtà gestisce l'Economia e le finanze. Allora dov'è il problema: si tratta solo di un "testo unico" che razionalizza e corregge l'attuale legislazione. Perchè tanto casino da parte della fondamentalista CEI, giungendo quasi ad un "tentativo di colpo di stato".

Un Ministro della Repubblica (Clemente MASTELLA), pagato con i soldi dello stato "presunto laico", o meglio laicista, almeno sulla carta, è persino giunto a tenere un comportamento da "asilo infantile": non mi va bene il DDL sui PACS, non partecipo, dimostrando poca professionalità, nulla gli impediva di esprimere il suo parere contrario. Mastella dimentica che il Papa recentemente ha detto: la chiesa non fa politica, però i parlamentari (anche i ministri), cattolici facciano le leggi tenendo conto della propria coscienza cattolica (bispensiero commenterebbe G.Orwell: la chiesa non fa politica, ma la politica è fatta dalla chiesa).

Dico: il parere dei vescovi
Fonte: UAAR; (SIR: Servizio Informazione Religiosa)

I cosiddetti “Dico” appaiono destinati a produrre sul cruciale piano delle politiche sociali e di solidarietà problemi più gravi di quelli che si ci si ripromette di affrontare. Il testo normativo a proposito dei “diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi” definito e approvato dal Consiglio dei ministri di giovedì scorso e avviato, ora, verso l’iter parlamentare minaccia, infatti, di incidere pesantemente – per intenzioni palesi e per conseguenze prevedibili – sul futuro della nostra società nazionale sia dal punto di vista giuridico, sia a livello culturale e di costume sia, infine, nella concreta ricaduta sulla vita delle famiglie italiane. Per questa somma di motivi – e non certo per un qualche astratto e pregiudiziale “anatema” – il giudizio su tale iniziativa di legge non può che essere nettamente negativo.

Tutta colpa del "non possumus", e di PIO IX in particolare, cmq come nota di colore PIO IX, famoso anche per aver nel 1854 promulgato il dogma della immacolata concezione, dopo la sua sconfitta, dovuta forse anche ad una "botta di culo" dato che quel giorno 20 settembre 1870, a Porta Pia non c'erano i francesi, non c'era Garibaldi che combatteva con i francesi, e neppure Dio, vietò ai cattolici di partecipare alla vita politica.

Postato da mstatus venerdì, 09 febbraio 2007 ore 21:03 | Home | Permalink | commenti (2)

Commenti
#1   11 Febbraio 2007 - 22:05
 
Complimenti bel post
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#2   19 Maggio 2007 - 15:54
 
E' un po' di tempo a questa parte che sta tornando in auge una "simpatica" locuzione: non possumus. E' una locuzione latina che significa letteralmente "non possiamo"; la formula è derivata dalla tradizione paleocristiana: (n

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