venerdì, 20 novembre 2009
ore 19:35
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Il mistero della continua e ossessiva pressione diplomatica sull’Iran.

iran_ Ahmadinejad[Vipom] Si è saputo ultimamente che l’Iran non avrebbe dato una risposta positiva all’ultima proposta del gruppo 5 + 1 che appunto aveva proposto alla Nazione persiana la possibilità, per le sue centrali ad uso presunto civile, di arricchire l’uranio in Russia e quindi di trasferirlo in Francia per la sua definitiva trasformazione in combustibile.
 
Anche se il Direttore dell’AIEA, Mohamed ElBaradei, non si mostra così pessimista e starebbe aspettando ancora una risposta definitiva alla proposta di cui sopra, sembra che l’America di Obama e la Russia di Medvedev abbiano deciso di inasprire il clima di pressioni su Teheran per spingerla a più miti consigli, facendo balenare di continuo la possibilità di nuove e più dure sanzioni, sulle quali però non sembra esserci ancora un accordo preciso tra Stati Uniti, Russia e Cina, le tre maggiori Potenze planetarie.
 
duelloOra, in questo guazzabuglio di affermazioni, smentite, false o vere accettazioni di accordi, accordi a loro volta nebulosi che magari potrebbero prestare il fianco a interrogativi oscuri, visto appunto che l’Iran non sembra disposta a trasferire il suo uranio all’estero, o quantomeno vorrebbe esportarne solo una parte, in questo caos, dicevo, sorge un quesito obbligato che riguarda questa sorta di frenesia diplomatica che pare essersi fissata su uno Stato, l’Iran, come se fosse predestinato a subire in eterno la strana misteriosa monitorazione da parte delle maggiori Potenze mondiali, la qual cosa, se fosse vero, ci condurrebbe a chiederci immediatamente perché e a quale scopo ciò avviene, perché naturalmente in tutto c’è uno scopo magari nascosto che non viene rivelato in pubblico.
 
Il fatto è che si vorrebbe pacificare il medioriente e ci si rende conto che senza l’Iran tutto è destinato ad andare a rotoli, specialmente se questo Stato si dotasse di armi e missili atomici in grado di colpire in maniera tremenda Israele e gran parte dei territori vicini e lontani attorno ad esso. Ciò appare sempre più intollerabile alle Potenze e SuperPotenze e tuttavia non pare ci si preoccupi allo stesso modo delle atomiche a disposizione di Pachistan, Israele ecc.
 
Questo è il problema che sollevo con questo post: perché questa fissazione con Teheran quando esistono altre Nazioni con le atomiche a portata di mano in grado di incenerire l’Iran stesso in pochi minuti?

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giovedì, 19 novembre 2009
ore 19:21
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Il Big-Bang: materialitĂ  e spiritualitĂ  del Creato.

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big-bang1[Vipom] La teoria del Big-Bang ormai resiste da tempo e, a detta di moltissimi scienziati, è praticamente l’unica in grado di spiegare l’origine dell’universo e il suo attuale sviluppo evoluzionistico. Tuttavia, a ben pensarci, in essa rimane un buco nero difficile da capire, anche se ovviamente si tratta di materia assai astrusa e inarrivabile, poiché è logico che la mente umana non può giungere a cogliere il nucleo del terribile quesito: in sostanza, ammesso e non concesso che ci sia stata una tremenda sconvolgente esplosione a partire da un nucleo di materia compattata allo spasimo, bisognerebbe chiedersi quale potrebbe esserne stata la causa.
 
duelloMi rendo conto di porre un interrogativo assai difficile. Alcuni scienziati, in verità, per spiegare in qualche modo l’enigma, hanno teorizzato l’altra famosa teoria dello spazio che si contrae dopo essersi espanso, nel senso che tutto sarebbe dovuto ad una sorta di Legge Universale per cui allo scoppio e al pieno sviluppo dell’universo segue pian piano la sua contrazione fino appunto ad una seconda esplosione, anche se altri alludono ad uno spazio in perenne espansione e destinato a perdersi nel nulla dell’infinito, nel qual caso la Teoria del Big-Bang perderebbe il suo carattere di infinità.
 
benemaleMa ammettendo che l’universo sia contrattile e che il Big-Bang sia destinato a ripetersi all’infinito, bisognerebbe in seconda battuta chiedersi allora qual è la molla che fa in modo che appunto l’universo si comporti come una specie di fisarmonica. E poi, chi farebbe in modo che si comporti così? Ci sono di mezzo solo Leggi e Forze interne alla materia (leggasi panteismo) o il tutto può essere riferito a forze esterne ad essa, che potrebbero essere individuate in un Dio creatore?
 
In definitiva: qual è il rapporto misterioso Dio-Materia? Dio è parte del processo o lo dirige dall’esterno? O parliamo solo di Forze materiali esistenti dall’eternità e quindi esse stesse equivalenti ad una Divinità?
 
E’ ovvio che si tratta di un quesito assai inquietante e irrisolvibile che però mette in luce il rapporto tremendo e complesso tra materialità e spiritualità del creato.

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mercoledì, 18 novembre 2009
ore 19:18
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L’ipotetica invasione silenziosa del nostro Pianeta da parte di extraterrestri quasi del tutto simili agli uomini.

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rapimentiufo[Vipom] Premetto che quelle che seguono sono riflessioni e considerazioni del tutto ipotetiche sulla tematica ufologica molto di moda ai nostri tempi, una tematica che ultimamente sta avendo molto successo grazie anche alla trasmissione “Mistero” condotta da Enrico Ruggeri, la cui recente puntata ci propone una tesi davvero sbalorditiva e per certi versi inusuale, che cioè potrebbero esistere alieni quasi del tutto uguali agli uomini, in modo che sarebbe difficile riconoscerli.
 
rapimenti-alieniDurante la puntata televisiva Ruggeri parla diffusamente col contattista e addotto Maurizio Cavallo che racconta come la sua vita sia cambiata da quando moltissimi anni fa fu rapito da una razza di alieni molto simile a quella umana, che gli apersero la mente a nuovi orizzonti spirituali.
 
Il particolare ricordato della somiglianza agli uomini della razza di alieni (non Grigi o Rettiliani) che il contattista avrebbe conosciuto, fa sorgere automaticamente un quesito sconvolgente e inquietante: ammesso che le cose stiano in questi termini, che cioè questa precisa razza di extraterrestri quasi uguale a quella umana visiti la Terra ed entri in contatto con determinati e qualificati addotti, quali conseguenze potrebbe questo fenomeno comportare?
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martedì, 17 novembre 2009
ore 18:49
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La questione militare interna e internazionale quale punto di equilibrio politico dello scontro Putin-Medvedev.

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medvedev4[Vipom] In questi giorni, dopo il solenne discorso di qualche giorno or sono di Medvedev davanti all’Assemblea Federale della Russia, diversi cremlinologi si sono sbizzarriti a scavare in quell’intervento alla ricerca di qualche passaggio o concetto politico che potesse stridere con le rispettive idee del suo predecessore, l’onnipresente e potentissimo Primo Ministro Vladimir Putin, ancora oggi nei sondaggi molto avanti al Presidente, tanto che qualcuno vocifera che se si votasse oggi sarebbe Putin e non Medvedev a vincere le elezioni Presidenziali.
 
image45Ad ogni modo sembra che Medvedev si sia mostrato alquanto spavaldo nella proclamazione del suo programma di indirizzo di Governo, auspicando una maggiore liberalizzazione nell’economia, ha parlato della necessità di riconvertire al più presto le grosse industrie statali trasformandole in moderne imprese capaci di fare concorrenza ai prodotti occidentali, sia per quantità che per qualità, ha affermato la necessità di maggiore libertà e  intervento politico del popolo, della possibilità di formare nuovi partiti, di non costringere loro alla raccolta di milioni di firme, di controlli fiscali e contabili alle grandi imprese industriali ed energetiche della Russia, di maggiore impegno della magistratura nello scovare e punire eventuali attentatori alle nuove direttive politico-economiche dello Stato…epperò, e qui sembra una concessione bella e buona a Putin (che lo osservava compunto e marmoreo senza battere ciglio ma con una rigidità che la diceva lunga sulla sua probabile contrarietà a questa specie di rivoluzione copernicana nella politica sociale, economica e politica della Nuova Russia), all’improvviso Medvedev si è ricordato del suo vicino osservatore che non staccava gli occhi da lui nemmeno un secondo e ha ribadito che tutti questi cambiamenti dovranno però avvenire nel quadro del rispetto assoluto delle Leggi dello Stato, senza nulla concedere alle piazze o alle famose rivoluzioni colorate, riaffermando per giunta la necessità di un maggiore rafforzamento dell’esercito quale garante della rinata Super-Potenza russa, merito, questo, da tutti riconosciuto, di Vladimir Putin.
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lunedì, 16 novembre 2009
ore 18:54
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2012: il Kolossal che ognuno dovrebbe andare a guardarsi per il profondo messaggio che lancia all’umanità.

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deep_impact[Vipom] Ho visto al cinema ieri il film 2012 sulla presunta fine del mondo ventura. Davvero ben riuscito e ben architettato, soprattutto nei dettagli significativi dei dialoghi tra figure di semplici uomini e donne che sembrano maturare, nel contesto delle scene catastrofiche di inghiottimento letterale della terra, una concezione della vita altruista che forse prima non avevano.
 
Questo è il particolare che più mi ha colpito, il convincimento, che si fa strada nei personaggi apparentemente di secondo piano, che di fronte alla catastrofe vengano e debbano essere recuperati quei valori perduti nei momenti di apparente tranquillità e sicurezza, nei quali ognuno viveva come se appunto non dovesse mai morire, come se il destino degli altri non ci interessi, che la loro vita equivalga a zero, di fronte alla nostra, al nostro bene che preserviamo da ogni pur minimo attacco e banalità.
 
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domenica, 15 novembre 2009
ore 12:49
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L’ombra di Gladio sulla strage della casermetta di Alcamo del 1976.

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faro[Vipom] Dopo ben 33 anni dalla strage della casermetta di Alcamo marina in cui vennero trucidati i due militari Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta, sembra riaprirsi il doloroso capitolo di uno dei più terribili fatti di sangue avvenuti in Sicilia.

Da quanto raccontano le cronache di questi giorni, apparse su Giornali e riviste, alcuni personaggi che allora erano parte delle indagini avrebbero raccontato che in realtà il movente potrebbe essere assai inquietante in quanto i due carabinieri, proprio il giorno precedente alla fatidica notte del 27 Gennaio 1976 in cui vennero uccisi, avrebbero fermato un misterioso furgone che avrebbe contenuto casse “speciali”, forse armi o chissà che altro, forse destinati alla sezione siciliana di Gladio, organizzazione sfuggente apparentemente adibita alla lotta contro il comunismo.
In ogni caso dopo poche indagini, viene riferito che vengono arrestati alcuni personaggi della zona con l’accusa di avere organizzato la strage. Ma, a sentire appunto le nuove testimonianze, quelli erano ragazzi che non c’entravano nulla con questo efferato duplice omicidio, e per giunta viene detto che le loro testimonianze erano state estorte con la tortura.

Sembra di assistere ad una duplicazione della storia di Giuliano: mafia, carabinieri, servizi segreti, progetti stragisti e via di seguito, un intruglio micidiale nel quale le vittime designate, oltre ai carabinieri e ai primi accusati, uno dei quali viene trovato impiccato in carcere poco prima di comparire davanti agli inquirenti, sembrano del tutto incolpevoli in quanto la regia si trovava ad un livello impensabile, con servizi segreti, depistaggi ed organizzazioni sinistre come Gladio in agguato per motivi ovviamente misteriosi ancora da scoprire e dipanare.

E’ la solita storia delle stragi di Sicilia, in cui i presunti colpevoli, dati in pasto agli organi inquirenti magari con intrighi e complotti, vengono perseguiti magari innocentemente per non scoperchiare il coperchio di sinistri progetti ripeto ancora tutti da studiare e approfondire.
 
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venerdì, 13 novembre 2009
ore 08:51
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Catarismo e cristianesimo: due mondi fortemente contrapposti e antagonisti.

tribolazione[Vipom] Quando vedo la malignità regnare e sopraffare l’innocenza, quando vedo tranelli e complotti contro l’onestà, quando vedo calpestata la dignità delle persone….mi sovviene il catarismo e quello che dovettero subire questi presunti eretici catari che pensavano del mondo in termini assai pessimistici, che fosse opera del Diavolo e che i suoi angeli imperassero e vituperassero di continuo la creatura umana, che la sua linfa traesse vigore dall’istinto sessuale procreativo, che il suo obbrobrio fosse inestinguibile e terribile….e concludo che non avevano tutti i torti a pensarla in questo modo, specie laddove si osserva che questi atti atroci che avvengono quotidianamente contro l’umanità si realizzano spesse volte sotto il manto di una religione “ufficiale” che agisce quasi da copertura.
 
Inutile dire che uno scoramento comincia a pervadere l’animo umano, un tremore irrefrenabile lo coglie all’improvviso e si comincia a maledire tutto ciò che esiste, invocando un Dio, il Dio del Bene Sommo che però non è di questo mondo, affinché si faccia vivo a contrastare questa cloaca pestilenziale dell’esistenza bestiale.
 
Visto quanto detto, è sicuro che i catari avevano visto giusto e che la loro persecuzione e sterminio erano stati messi in atto perché le autorità si rendevano conto del pericolo da essi incarnato, il pericolo di non poter più attuare le loro malefatte e i loro obbrobri, magari al coperto di una religione falsa e ipocrita.
 
Spero che il tempo mi dia ragione e che il catarismo possa risorgere ed assestare un colpo durissimo ad un mondo in rovina.
 
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mercoledì, 11 novembre 2009
ore 19:48
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Il misterioso virus ucraino apre scenari inquietanti di guerre batteriologiche nascoste.

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H1N1-virus[Vipom] E’ di poco la strana terribile notizia che in certi laboratori europei sarebbero stati prodotti vaccini della stagionale con additivi in grado di provocare l’aviaria, un fatto altamente preoccupante che pare sia successo davvero anche se, si dice, avvenuto solo per un errore diciamo “di montaggio”. Qualcuno parla addirittura dei vaccini quali potenziali armi batteriologiche. In ogni caso sembra che il virus che circola in questi giorni in Ucraina sia assai difforme dalla “suina” e da qualsiasi virus in circolazione.

Che in Ucraina circoli un virus difficile da scoprire e identificare lo confermerebbe secondo quanto si apprende dalle agenzie il misterioso arresto, avvenuto a Washington il 14 Agosto scorso, del dott. Joseph Moshe, il quale aveva raccontato che un vaccino, probabilmente per combattere l’influenza A/H1N1, prodotto in un laboratorio ucraino da parte di una grande multinazionale farmaceutica, sarebbe stato in realtà concepito per indebolire il sistema immunitario con l’aggiunta di geni in potenza capaci di replicare gli effetti della “Spagnola” del 1918, responsabile di milioni di morti in Europa.

nwotrade1Non solo, qualcuno parla addirittura di errori e di strani incroci, non si sa se avvenuti per errore o chissà per quali altri motivi, del virus della stagionale con addirittura geni attivi dell’aviaria, qualcosa che ha davvero dell’incredibile e che pare venga confermato persino dagli addetti ai lavori, anche se l’errore sarebbe stato subito scoperto e rimosso e comunque avrebbe riguardato piccoli laboratori del nord-Europa.

Ora, ovviamente, io non sono un esperto, commento quello che leggo e da quanto ho appreso mi sembra che si faccia sempre più strada l’idea che bisogna stare davvero molto attenti ai vaccini e a chi li produce e che bisognerebbe che l’Europa si dia delle Leggi molto severe contro loschi individui in potenza capaci di approfittare della circolazione di un virus, stagionale o a carattere pandemico come l’A/H1N1, per la creazione di vaccini che in realtà potrebbero rivalarsi ancora più dannosi della malattia che intendono prevenire.
 
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martedì, 10 novembre 2009
ore 08:04
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Proposta di cambiamento dell’ora di religione scolastica in "Storia e Significato della Figura di Gesù Cristo".

bosch-calvario[Vipom] Le polemiche a dire la verità troppo accese e sopra le righe sul problema del crocifisso a scuola hanno fatto nascere forse involontariamente un’altra questione ben più grave e cioè la eventualità, fattibilità e forse anche necessità dell’aggiustamento dell’ora di religione, da fondare non più su aspetti nozionistici e dogmatici del cristianesimo, bensì sulla storia e sul significato profondo della figura di Cristo.

In effetti, a pensarci bene, ben pochi, forse me compreso, sappiamo veramente chi è stato il fondatore del cristianesimo. Ci hanno insegnato da sempre che è venuto sulla Terra mandato dal Padre per redimere l’umanità dal peccato, che era parte integrante della Trinità, Figlio di Dio, Figlio dell’Uomo, Figlio della Beata Vergine Maria, che per venire al mondo si incarnò nel seno della Madre, che morì sotto Ponzio Pilato…ma, attenzione, che significano davvero questi dogmi, cosa si cela di nascosto nella loro elaborazione e canonizzazione? Nessuno lo sa, forse è qui il punto: si insegnano i dogmi senza sapere cosa essi significano.

guercinocristomortoMa al di là dell’aspetto dogmatico risalta un altro problema non di poco conto: perché su Gesù Cristo si è fondata una religione, sottovalutando e sminuendo in questo senso ciò che Egli è davvero venuto a rivelare all’umanità? C’entra il Cristo con la religione su di lui fondata? Domande sopra domande.

In verità Egli è potuto discendere sulla Terra per trasmettere all’umanità una serie di insegnamenti per quell’epoca assolutamente incomprensibili e indigesti, tanto che lo misero a morte: che bisognava essere buoni e altruisti, che non è giusto odiare i propri simili, che dovremmo essere tutti fratelli, che ci si dovrebbe perdonare a vicenda, che non dovevano esserci ricchi e poveri perché ogni uomo è uguale davanti a Dio….tutti precetti apparentemente per noi facili da intendere, eppure, poniamo attenzione, sono passati venti secoli circa dalla sua morte e quei semplicissimi insegnamenti non solo non sono stati quasi mai applicati alla perfezione, ma addirittura non sappiamo ancora cosa significhino in profondità, come se quella semplicità nascondesse e richiamasse alla mente un quesito mastodontico e angosciante: perché non sappiamo mettere in pratica la reciproca fratellanza ben sapendo che ciò ci salverebbe dalla perdizione?

Riflettiamo or dunque su questi interrogativi apparentemente abbordabili e ci renderemo subito conto che siamo dinanzi ad una figura misteriosa ancora sconosciuta.

Si chiamava Gesù Cristo eppure di Lui conosciamo bene solo il nome.
 
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Postato da vipom martedì, 10 novembre 2009 ore 08:04 | Home | Permalink | commenti
domenica, 08 novembre 2009
ore 10:12
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La parabola del crocifisso parlante.

crocevenerdìsanto[Vipom] Si racconta che in una classe delle superiori due professori nutrivano vicendevolmente un odio viscerale e per mesi e mesi non si erano scambiati neppure il saluto. La triste situazione era diventata di dominio pubblico e ne erano quindi informati gli studenti, i genitori, il Preside e in definitiva quasi tutta la cittadinanza nella quale i due docenti insegnavano. Nessuno sapeva come ovviare a questa situazione molto incresciosa e per quanto ci si era adoperati nessuno era stato in grado di farli rappacificare, nonostante si trattasse di inezie così banali e insignificanti da mettersi a ridere o piangere, a seconda delle valutazioni di ognuno.

The PassionUn giorno uno degli studenti più promettenti e sensibili alle tematiche religiose si alzò dal banco e in presenza dei due docenti, che per ragioni di servizio erano in quel momento insieme nella classe, rivolse loro questo piccolo discorso: “Scusate, sappiamo tutti che voi non vi parlate, che non vi scambiate neppure il saluto, una cosa che comincia a farci sentire molto a disagio e che vorremmo che finisse subito. Dietro di voi, se vi voltate, c’è appeso un crocifisso e se non erro voi vi ritenete cristiani, ci hanno detto infatti che siete molto religiosi e non mancate mai all’appuntamento messale della domenica. Abbiamo quindi deciso che se non la finite di atteggiarvi a nemici giurati, pur non essendo in pratica accaduto nulla fra di voi, faremo una relazione insieme ai nostri genitori e la presenteremo al Preside, al quale scriveremo e diremo di togliere una volta per sempre questo crocifisso, in quanto riteniamo che voi con i vostri comportamenti lo oltraggiate e lo priviate del suo significato più profondo”.
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domenica, 08 novembre 2009
ore 05:48
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Non si può non amare la vita: La vita è un miracolo di Emir Kusturica

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lavitaeunmiracolo[CuoreMagico] La vita è un miracolo è un film del regista e musicista bosniaco Emir Kusturica. La pellicola, del 2004, è stata premiata nel 2005 come miglior film dell’Unione Europea.

La vicenda è ambientata in Bosnia al tempo della guerra nel 1992-1995. Luka è un ingegnere che da Belgrado (Serbia) si è trasferito in Bosnia per curare la realizzazione di una ferrovia che dovrebbe collegare le due repubbliche. Sua moglie Jadranka è una cantante lirica con seri problemi di equilibrio mentale; il figlio Miloš è un giovane calciatore di belle speranze. Quando esplode il conflitto, Jadranka fugge con un musicista ungherese e Miloš è costretto a partire soldato; Luka, rimasto solo, viene coinvolto suo malgrado nelle operazioni di guerra come logistico. Quando arriva la notizia che Miloš è stato fatto prigioniero dai musulmani, Luka è distrutto. Viene però organizzato, con la mediazione dei caschi blu dell’ONU, uno scambio di prigionieri tra le due parti. In questo modo il protagonista può riabbracciare suo figlio (e intanto anche Jadranka è tornata a casa); deve però rinunciare alla bella Sabaha, l’infermiera musulmana che gli è stata affidata per qualche tempo in attesa dello scambio e con la quale ha vissuto una breve, non facile, ma appassionata storia d’amore. O forse la rinuncia non è necessaria: la vita, in fondo, è un miracolo.
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sabato, 07 novembre 2009
ore 19:45
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La strage di soldati americani in Texas rivela il volto spaventoso, terrificante e mostruoso della guerra.

echi-di-guerra-madolini[Vipom] La strage avvenuta recentemente in una base americana del Texas ad opera di un medico psichiatra, che forse sarebbe dovuto partire per l’Iraq o per l’Afghanistan, lascia aperti interrogativi terrificanti su ciò che la guerra può significare per un militare o per un uomo qualsiasi: l’orrore personificato.

Si trattava e si tratta (visto che a quanto pare non è in imminente pericolo di vita) di un maggiore dell’esercito che aveva la funzione di curare i reduci delle guerre combattute dagli eserciti americani in verità da molti troppi anni e a quanto pare aveva espresso precedentemente idee molto contrarie alle guerre, forse in ciò pesantemente coinvolto e colpito dai racconti che naturalmente per il lavoro svolto sentiva di prima mano dai reduci che accusavano il famoso “post traumatic stress disorders”, una patologia diffusissima tra i soldati la cui estensione e pericolosità non è stata mai quantificata con precisione, un malessere ovviamente dovuto alle complicanze fisico-psichiche di quanto un soldato può aver visto, subìto o fatto di persona, eventi terribili che scatenano di necessità ricordi atroci e innominabili che tolgono per sempre il sonno e fanno piombare l’interessato in un incubo ad occhi aperti.
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